Checco Zalone caso politico? Ma per favore

Checco Zalone caso politico? Ma per favore
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Chi lo tira a destra, chi a sinistra, mentre lui batte se stesso…

“Ma il film di Zalone è di destra o di sinistra?”

“Checco Zalone, né di destra né di sinistra: libertà senza complessi.”

“Tolo Tolo piace più alla sinistra che alla destra.”

“Il successo di Zalone è di destra o di sinistra?”

“Checco, la politica gli tira la giacchetta. Ma lui è di destra o di sinistra?”

Questi alcuni titoli di giornali che seguono il dibattito “politico” sull’uscita del film “Tolo Tolo” di Checco Zalone. Eh già, la politica è sempre alla ricerca di figure nazionàl-popolari da tirare sul proprio carro, specie se già vincente. E non è la prima volta che qualcuno cerca di coinvolgere l’attore-regista, ricordo interviste e anche polemiche che l’hanno trascinato in questioni politiche.

I suoi film di successo, il suo seguito, il suo essere personaggio a 360 gradi, lo rendono assai appetibile, ma chi riesce a leggere nei suoi film cose di destra o sinistra tali da coinvolgere l’elettorato è veramente dotato di astuzia deviata.

Certo, il buon Checco andrà pure in cabina elettorale e una “ics” su di un simbolo la metterà, ma da lì a farne un paladino o un eroe del credo ce ne passa.

Nel frattempo, e questo sì gli interessa, Zalone batte se stesso: “Tolo Tolo”, il quinto film dell’attore pugliese prodotto dalla Taodue Film di Pietro Valsecchi, e diretto per la prima volta da se stesso, raggiunge numeri stellari: nel suo primo giorno di programmazione al boxoffice sfiora i nove milioni di euro (8.680.232 con oltre 1.175.000 presenze) diventando il film con il miglior incasso di sempre nella storia del cinema italiano nelle prime 24 ore di programmazione, superando il record che fu di “Quo Vado?” (7.341.414).

<<Checco Zalone ha riunito gli italiani dentro le sale cinematografiche – commenta un entusiasta Pietro Valsecchi, produttore del film -. Un risultato incredibile che mi rende ancora più felice perché premia l’opera prima di Checco come regista, una scommessa vinta non solo per gli incassi ma anche per la riuscita del film, che ha saputo divertire ed emozionare grandi e piccoli al di là di ogni divisione ideologica. Il nuovo decennio inizia bene per il cinema italiano grazie a questa iniezione di fiducia e di incassi che ricadono su tutto il sistema cinematografico>>.

E la politica, per favore, lo lasci perdere e si goda da distante questo artista: “figlio” di una tradizione italiana che annovera fior di attori, registi, uomini di spettacolo che sanno raccontare il quotidiano, chissà, forse perché capaci di viverlo, affrontarlo, confrontarlo… a prescindere!

G. D.

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