Cartabellotta (Gimbe), ‘”La disinformazione scientifica mette a rischio la salute”

(Adnkronos) – “Se la salute delle persone non è informata da scienza integra e di qualità, noi rischiamo di peggiorare la salute delle persone”. Lo afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, tracciando un bilancio di 30 anni di attività e della crescita della cultura delle evidenze in Italia. “Fino alla pandemia – spiega – anche la nostra opera di sensibilizzazione pubblica sull’importanza delle evidenze scientifiche, che devono stare al centro di tutte le decisioni che riguardano la salute, sia dei professionisti sanitari, sia dei manager, sia delle politiche, è cresciuta in maniera importante”. Dopo la pandemia, però, “abbiamo assistito a questa polarizzazione: vax, no vax, mask, no mask”. E soprattutto, “nella dilagante era del trumpismo si stanno consolidando in tutti i Paesi del mondo varie posizioni antiscientifiche”. Per questo “Gimbe oggi non deve fare soltanto informazione scientifica, ma deve prima combattere la disinformazione, che inevitabilmente sta portando anche in Italia decisioni politiche che non sono assolutamente in linea con le evidenze scientifiche”.
Quanto ai dati che il cittadino dovrebbe conoscere per comprendere lo stato di salute del Servizio sanitario nazionale, Cartabellotta sottolinea che “i dati vanno interpretati nella loro interezza”. A monte di tutte le criticità c’è il finanziamento pubblico: “Abbiamo un servizio sanitario largamente sottofinanziato, non soltanto rispetto alla media europea, ma soprattutto rispetto ai bisogni di salute della popolazione e alla tecnologia e ai farmaci che crescono sempre di più”. “Il cittadino vive quotidianamente le conseguenze di questo definanziamento”, prosegue: “il personale comincia a mancare, le liste d’attesa si allungano, i pronto soccorso sono affollati, i medici di famiglia non si trovano”. Il cittadino, osserva, “ha degli indicatori che riguardano la propria qualità di vita quotidiana e ovviamente la propria salute, ma a monte di questo ci stanno decisioni politiche che non stanno andando nella direzione di rafforzare un servizio sanitario pubblico”.
Un servizio che, ribadisce il presidente di Gimbe, “è una grande opera pubblica che è stata costruita per tutelare un diritto costituzionale”. “Non è un aspetto tecnico quando noi facciamo la battaglia ‘Salviamo il Servizio sanitario nazionale, perché è quello che protegge tutti noi, che di fronte alla salute e alla malattia dobbiamo essere tutti uguali”, conclude.
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