Il monte Tarinè di Sassello vince ancora: il Tar di Genova respinge il ricorso della Cet

Il monte Tarinè di Sassello vince ancora: il Tar di Genova respinge il ricorso della Cet
Spread the love

Soddisfazione per Regione Ligure, Ente Parco Beigua, Comuni di Urbe e Sassello, Wwf Savona

Nel 2015 la Compagnia Europea per il Titanio – Cet Srl, subentrata nel 1985 nell’attività alla originaria “Mineraria Italiana”, che era titolare di una concessione mineraria rilasciata nel 1976, propose un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria contro Regione Liguria, Ente Parco del Beigua, Comune di Urbe, Comune di Sassello e Wwf Savona Onlus, per l’annullamento del decreto del 7 luglio 2015 n. 1924 dove era stata dichiarata l’inammissibilità dell’istanza relativa all’attività di ricerca mineraria per minerali di titanio, granato e minerali associati nell’area del monte Tarinè in Piampaludo (Sassello).

Seguirono incontri e dibattiti della popolazione, fra cui una serata presso il teatro di Sassello organizzata dal Comitato Amici del Tarinè, dove esperti e amministratori spiegarono la situazione ai numerosi convenuti (vedi foto).

Ovviamente le parti interessate si costituirono in giudizio e giovedì 19 febbraio, quindi pochi giorni fa, c’è stato il dibattimento presso il Tar che ha rigettato il ricorso:

<<Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge. Le spese sono poste a carico della società ricorrente e liquidate nella misura complessiva di euro 2.000 (duemila) oltre ad Iva e Cpa a favore della regione Liguria e di ciascuna delle altre parti intervenute. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa. Così deciso in Genova nella camera di consiglio del giorno 19 febbraio 2020 con l’intervento dei magistrati>>.

Una bella notizia che giunge in un momento particolare, quindi ancor più motivo di soddisfazione per tutta la popolazione e per il Comitato di Piampaludo da sempre in prima linea nella difesa del territorio.

Va detto che questa sentenza conferma quando sostenuto dalla Regione e altri, ma non chiude certamente la possibilità di utilizzo della miniera nata virtualmente nel 1976, proprio per questo occorre sempre fare la massima attenzione.

 

G. D.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *