Decreto Natale. Toti: “Virus cala, meglio dare fiato a cittadini e economia”. Sansa “Governo ha preso una decisione dura ma giusta”

Decreto Natale. Toti: “Virus cala, meglio dare fiato a cittadini e economia”. Sansa “Governo ha preso una decisione dura ma giusta”
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Visioni opposte fra i due leader di maggioranza e opposizione in Liguria

<<Purtroppo dobbiamo rilevare che il Governo, al momento, non ha accolto nessuna delle nostre proposte di modifica al Decreto di Natale. Ritengo che le misure prese siano contrarie ai principi che fino ad oggi abbiamo usato: collegare il rischio epidemico di ogni territorio alle regole da applicare. Cioè più il virus circola, più ovviamente bisogna chiudere e ridurre i contatti”. Così il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti a proposito della riunione delle Regioni con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Ora che il virus cala in molte zone del paese, prima tra tutte la Liguria – prosegue Toti -, invece si decide di chiudere indiscriminatamente. E lo si fa proprio nei giorni in cui, a Natale e Capodanno, gli italiani, che si sono impegnati tento a rispettare le regole, avrebbero meritato un po’ di fiato: la possibilità di vedere qualche amico e qualche parente. In più lo si fa penalizzando chi vive nelle piccole città, da cui nessuno potrà uscire neppure per fare pochi chilometri di strada. Nelle grandi città, al contrario, ovviamente gli spazi di libertà sono ben altri. Altro che “zone bianche”! I ristoranti continueranno a chiudere, come i bar, alle 18. E questo a prescindere dai dati della epidemia.

Nessuno aveva mai detto di voler aprire nelle zone rosse, o comunque a rischio – precisa il governatore – Ma nelle zone del Paese dove il virus corre meno, perché non dare un po’ di speranza a cittadini e imprese? O sbagliavamo prima a dividere l’Italia in zone, o sbagliamo ora a considerarla tutta uguale. O meglio, tutta egualmente chiusa. Per finire vorrei capire come verranno risarciti le centinaia di migliaia di lavoratori che da queste misure verranno penalizzati.

Io resto della mia opinione a Natale e Capodanno, dove possibile, sarebbe stato giusto dare un po’ di libertà. Di movimento, di impresa, libertà emotiva di incontrare amici e parenti, ovviamente con prudenza. Libertà di culto, perché, anche se i vescovi in modo signorile non hanno detto nulla sull’anticipo della nascita di Gesù bambino, io ancora non ho capito perché dovrei contagiarmi meno uscendo dalla Messa alle 22 anziché alle 24? Se qualcuno me lo spiega… forse il virus vien di notte, come i Decreti di Natale.

Questo pasticcio creerà̀ l’ennesima spaccatura tra gli italiani, che si divideranno e scontreranno tra chi vive nelle grandi città, con i suoi affetti, e trascorrerà̀ un Natale in famiglia, e chi abita in un piccolo comune e rimarrà̀ solo. E poi: il Covid è pericoloso il 25 e 26 dicembre mentre gli altri giorni no? Lo sapete che molti italiani mi stanno scrivendo che partiranno prima del 21 dicembre e torneranno dopo il 7 gennaio? Questo non alimenterà̀ il contagio? Insomma bisognava tenere conto di tante cose: dell’Italia, degli italiani, delle nostre tradizioni, dei nostri affetti, della nostra economia già̀ in crisi. Per questo spero vivamente che il Governo su certi punti ci ripensi e che possa cambiare qualcosa dopo la discussione in parlamento. Lo chiedono i tanti italiani – conclude Toti – che ogni giorno lottano contro il virus proprio per tornare a una vita il più̀ normale possibile. Quelle persone che mi hanno scritto e che mi stanno scrivendo di cui voglio farmi portavoce. Io sono con voi!>>

 

Ribatte al presidente il suo primo antagonista Ferruccio Sansa e lo fa con forza.

<<Governare davvero vuol dire avere anche il coraggio di essere impopolari. Non guardare ai sondaggi. Dire no perfino a chi ti ha votato. Perché l’opinione pubblica non ha sempre ragione.

Noi diciamo quello che pensiamo – afferma Sansa -. Non diremo che il Governo ha ragione solo perché rappresenta la nostra coalizione; abbiamo criticato l’esecutivo quando, per esempio, nei giorni scorsi ha confermato alla guida del porto di Genova Paolo Emilio Signorini, il simbolo vivente del totismo trionfante. Non diciamo neanche che lo Stato ha affrontato sempre al meglio l’emergenza Covid, anche se i maggiori disastri sono venuti dalle Regioni, da governatori che spesso sono parsi animati soprattutto da smania di consenso e popolarità.

Ma stavolta il Governo di Giuseppe Conte ha preso una decisione impopolare, dura, ma giusta. Le vacanze di Natale vengono dopo la salute e la vita delle persone. E non sottovalutiamo assolutamente le conseguenze pesantissime sull’economia delle nostre regioni di montagna. Non sottovalutiamo neanche il bisogno di tutti, noi compresi, di stare insieme dopo mesi di solitudine e sofferenza.

Ma le vacanze di Natale – continua il consigliere regionale – vengono dopo la sopravvivenza delle persone. E, verrebbe da aggiungere, anche dopo la scuola, mentre si parla molto più delle seggiovie che dell’educazione dei nostri figli. Imparare l’italiano, le lingue, la vita, è molto più importante che imparare lo spazzaneve.

Ma qui si parla di gente che rischia di ammalarsi e morire. Noi abbiamo visto la gente morire ammassata nelle corsie degli ospedali di Genova, La Spezia, Savona e Imperia. Decine di donne e uomini in pochi metri quadrati, a tirare l’ossigeno con i denti in condizioni non umane. E si stenta perfino a credere alle proprie orecchie quando si sente il governatore Giovanni Toti parlare di zone bianche per compiacere gli elettori e guadagnare consensi.

Ma si ricorda Toti che la Liguria è una delle regioni che, per una gestione pessima dell’emergenza sanitaria, ha avuto 52.392 casi di Covid e 1.579 morti? Si ricorda della gente che, appena un mese fa, nel pronto soccorso dell’ospedale San Martino era costretta con il casco dell’ossigeno nella stanza per le macchinette del caffè? Lui forse no, ma noi sì. Lo abbiamo visto e non lo dimenticheremo mai. E non ci importa del consenso – conclude Sansa.

 

G. D.

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