Sassello si sono aperte le porte delle Antiche Dimore – VIDEO

Sassello si sono aperte le porte delle Antiche Dimore – VIDEO
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Nove luoghi eccellenti del centro storicoAntiche Dimore Sassello

 

 

Antiche Dimore Sassello – Ieri, domenica 7 settembre, la bella giornata di sole ha favorito il passeggio nel centro storico, dove dalle 15 era in corso la quarta edizione delle “Antiche Dimore”.

L’Associazione Amici del Sassello, organizzatrice dell’evento, ha proposto nove luoghi, dove in tanti hanno collaborato tra la gestione dell’info point di piazza Concezione, le guide che hanno accompagnato i gruppi (da sottolineare, come nelle scorse edizioni quando erano in carica, la presenza tra le guide di due ex sindaci di Sassello), i proprietari delle Dimore che hanno raccontato la storia dei palazzi e delle famiglie, e che tutti insieme al termine della giornata hanno manifestato la tanta soddisfazione e divertimento.

Hanno partecipato oltre ottanta visitatori, più qualche infiltrato che ha saltato il protocollo, ma soprattutto, al di là dei crudi numeri, la soddisfazione di vedere sassellesi e turisti che hanno potuto ammirare luoghi altrimenti chiusi e riservati, sottolineata con i complimenti dei convenuti.

Ma anche tanti suggerimenti per le prossime edizioni, onde migliorare un evento che racconta la storia del Paese e di quanti lo hanno vissuto, e lo stanno continuando a vivere con orgoglio e appartenenza.

Antiche Dimore 2025 2

Nell’alternanza delle Dimore, quest’anno si è presentato per la prima volta il palazzo Badano Littardi (vedi intervista della gentilissima proprietaria Paola), così come al palazzo Pesce Merialdi Armadillo è stata allestita una mostra sugli Alpini sassellesi (vedi intervista del dinamico proprietario Merialdi), che avrà un seguito in occasione del Raduno degli Alpini 8/10 maggio che si terrà il prossimo 2026 a Genova.

Antiche Dimore 2025

Palazzo Perrando Municipio

– Piazza Concezione: il palazzo venne donato alla comunità da Giambattista Perrando q. Lorenzo, Padre Generale degli Scolopi, alla sua morte avvenuta nel 1885. Il palazzo fu voluto da Giacomo, Gio Batta e Gio Bartolomeo Perrando, portato a compimento da quest’ultimo nel 1691 I nomi dei costruttori sono riportati sui due portali in arenaria locale.

Convento dei Frati – Presso la Chiesa delle Concezione, eretta in Basilica nel 1622, anticamente nota come Chiesa della Visitazione o anche S. Maria in Piazza, si insediarono nel 1617, favoriti dal governo della Repubblica di Genova, i Frati Minori Riformati di S. Francesco, venendo incontro alle esigenze della comunità sassellese che, falcidiata da numerose epidemie, sentiva l’esigenza di una migliore assistenza spirituale. I Frati, nel 1624 iniziarono e conclusero rapidamente la costruzione del Convento attiguo alla chiesa, oggi completamente rimaneggiato e, dal 2014, sede del Nuovo Polo Museale Perrando.

Palazzo Perrando Museo – Via dei Perrando: risale al 1783 e fu voluto da Giò Michele Perrando, di professione farmacista, Priore della Comunità e cronista storico. Nel 1890 l’edificio constava di due piani e 19 stanze tutti destinati alla residenza. Si deve ad Ebe Perrando, ultima discendente della famiglia, il lascito del palazzo all’Ospedale S. Antonio con il vincolo che esso fosse destinato a museo contenendo gli arredi di maggior pregio. Da fine 2024, grazie ad un contributo di Regione Liguria, è diventato di proprietà comunale.

Villa Grossi – Via dei Perrando: questa Villa fu proprietà della famiglia Grossi, antica famiglia di ferrieri sassellesi. L’ultimo erede maschio della famiglia fu il dottor Francesco Grossi, chirurgo presso l’Ospedale di Galliera e poi libero professionista in Genova. Sindaco e poi primo Podestà di Sassello nei periodi 1919-26 e 1926-31. Villa Grossi venne acquistata nel 1940 da Vittorio Grattarola commerciante di legnami in Acqui Terme; ora è di proprietà degli eredi. La lussuosa dimora è settecentesca e possiede un ampio parco nel quale sono ancora presenti alcuni esemplari di alberi secolari. Al piano terreno della villa si possono ammirare le volte affrescate e, su una di esse, è ancora presente l’arma dei Grossi.

Palazzo Pesce Merialdi Armadillo – Via Macarri: la facciata è stata totalmente restaurata nel 2023, si hanno poche notizie di questo palazzo ma al piano terreno ha ospitato una farmacia di cui è testimonianza il soffitto affrescato e il mobile in essa conservato.

Casa Scozzarella Lovisetti già Rossi – Via G.B. Badano: la casa è appartenuta alla famiglia Rossi del ramo Ruscigni – Sberci detti anche Cicini. La famiglia Rossi era dedita al commercio e solo tardivamente ha fatto la sua comparsa nella siderurgia locale dei bassi fuochi, nei primi anni dell’Ottocento. L’abitazione è pervenuta alla famiglia Scozzarella per asse ereditario materno e cioè da Brigida Rossi che aveva sposato il dr. Stefano Scozzarella. Il palazzo è situato in quella parte di paese che si è sviluppato nella prima metà del ‘500. Recentemente restaurato è ritornato agli antichi splendori.

Palazzo Gervino – Beigua Geopark – Via Gian Battista Badano: il palazzo è appartenuto ai notai Da Bove. Durante le controversie fra Sassellesi e Doria del 1593-1594 dovute a gravami fiscali ritenuti iniqui e non solo, la casa venne rasa al suolo poiché il Notaio Giacomo Da Bove era ritenuto il caporione della rivolta. Lo stesso Notaio la fece riedificare nel 1613. Il palazzo era passato in eredità dai Da Bove ai Gervino. Ultimo esponente della famiglia il cav. dott. Tomasitto Gervino lo lasciò per testamento al Comune di Sassello.

Palazzo Badano Littardi – Casa Badano – Littardi si trova al borgo fra quelle case che erano entro la cinta muraria dell’antico Castello della Bastia Sottana. Essa appartiene alla importante famiglia Badano il cui capostipite era Michele Antonio, ferriere, il quale sposa Elisabetta Badano pronipote di Bernardino, altro ramo di imprenditori del ferro. Questa famiglia vanta intrecci parentali prestigiosi, infatti assume il cognome Littardi nel 1890 per volere della marchesa Teresa Sauli – Littardi, che non avendo eredi cede il suo cognome al cugino Gio Diomede luigi Clemente Badano.

Carceri – Via Zunini: l’unica casa che scampò all’incendio del 1672 è situata in fondo a Via Zunini, ed apparteneva a Maria Aurelia Doria vedova di Filippo Fieschi. Questa abitazione non venne incendiata per l’amicizia che intercorreva fra la famiglia Fieschi ed il Conte di Cravanza, uno dei comandanti piemontesi. Questo edificio passò poi con i terreni circostanti alla famiglia Pallavicini. All’inizio del ‘700 la casa divenne luogo di detenzione, infatti, in alcuni documenti viene denominato “Palatio Criminali” e le prigioni erano situate nel seminterrato.

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Ricordiamo che i video delle precedenti edizioni si trovano nell’archivio di RN: andate su www.redazionenews.it poi dalla prima pagina sul fondo a destra troverete CERCA dove indicherete Antiche Dimore.

 

G. D.

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