Incontri romani ex Ilva: per Bucci bicchiere mezzo pieno, per Salis vuoto
I vertici liguri si sono incontrati con il ministro Urso sul futuro della società
Ex Ilva – “L’incontro di oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Urso, dei presidenti di Regione, dei sindaci interessati e di tutte le sigle sindacali, segna un’apertura al dialogo che deve essere portata avanti – commenta il presidente della Regione Liguria Marco Bucci -.
Registriamo il positivo annuncio della parziale continuità produttiva per lo stabilimento di Genova Cornigliano che scongiura le peggiori previsioni di una chiusura degli impianti. Pur essendo un segnale importante, che va nella direzione che auspichiamo da settimane e che deve restituire fiducia ai lavoratori e al territorio, si tratta di una riduzione di produzione che dovrà essere riequilibrata per tornare almeno alla produzione attuale nel più breve tempo possibile.
Dobbiamo evitare il ciclo corto e garantire le risorse per consentire la produzione per Cornigliano. Regione Liguria continuerà a monitorare con la massima attenzione e manterrà un confronto costante con Governo, azienda e parti sociali. Dialogo che riprenderà la prossima settimana.
Ogni passo avanti è sempre importante – conclude il presidente -, ma assicuriamo a lavoratori e sindacati l’intenzione di continuare a lavorare per l’obiettivo finale che è quello della piena ripresa della produzione negli impianti di Cornigliano”.
Di pensiero completamente opposto quello del sindaco Silvia Salis dopo l’incontro al ministero delle Imprese e del made in Italy sul futuro dell’ex Ilva.
“Ennesima gara, ennesimo rinvio, ennesime incertezze. Il governo, attraverso il ministro Adolfo Urso, ha mostrato ancora una volta di non avere alcuna strategia per risolvere la crisi ex Ilva e continua a navigare a vista. A questo punto, è necessario che intervenga direttamente la presidenza del Consiglio per dare risposte concrete, garanzie pubbliche e tempi certi ai lavoratori e ai territori – afferma Salis -.
Oggi ci è stata illustrata una proposta solo sulla carta migliorativa rispetto a quella che dieci giorni fa aveva portato a far saltare il tavolo sindacale Ma nella realtà sarebbe una soluzione del tutto transitoria e non applicabile. Verrebbe confermato il blocco della zincatura a Cornigliano e si prevederebbe un sovra impiego sulla banda stagnata. Senza sapere per quanto e con che tipo di investimenti e di garanzie da parte dello Stato – prosegue il sindaco -.
Abbiamo chiesto chiaramente al ministro che cosa succederà se anche la nuova gara dovesse essere un nuovo fallimento. E non abbiamo ottenuto risposte convincenti. Ma questo non va bene: Genova ha bisogno di certezze e di garanzie. L’eventuale chiusura di Ilva a Cornigliano rappresenterebbe una bomba sociale per la nostra città. Il nostro stabilimento lavora per un terzo del suo potenziale, se non meno. Ci aspettiamo risposte a breve e a lungo termine.
Che cosa succederà se non ci saranno investitori privati? Che cosa succede a Genova, agli impianti del Nord, se a Taranto non riparte la produzione? Vogliamo che lo Stato ci dia la garanzia che, se i privati non faranno un’offerta soddisfacente, queste fabbriche non chiuderanno e questi lavoratori non resteranno a casa. È l’unica cosa che ci interessa, l’unica domanda che ci fanno lavoratrici e lavoratori.
Abbiamo ribadito al ministro – sottolinea Salis – la necessità che il governo garantisca la produzione nell’immediato e che diventi il regista di una partecipazione pubblica alla gara per mantenere l’unitarietà del gruppo ex Ilva, per garantire la produzione, l’occupazione e i salari per i lavoratori. Non vorremmo che questo diventasse il governo che sancisce la fine della storia dell’ex Ilva. In conclusione – ha concluso Salis – non abbiamo ricevuto impegni chiari. Aspettiamo ora le decisioni dei lavoratori, a cui ribadiamo che non faremo mancare il nostro sostegno”.
G. D.
