Liguria chiede di alzare da 20 a 50 il minimo di persone per attività all’aperto
Su proposta del consigliere regionale Pd Simone D’Angelo, in ambito restrizioni alle attività contro la peste suina
Attività aperto – Ieri, 2 dicembre, il consiglio regionale della Liguria ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno 210, presentato da Simone D’Angelo (Pd), che impegna la Giunta a intervenire presso il commissario straordinario alla Peste suina africana affinché sia modificata l’ordinanza n. 7 del 30 ottobre 2025 o sia concessa una deroga per il territorio ligure.
Oggi il numero minimo di persone per attività all’aperto ludico-ricreative senza ottenere l’autorizzazione è di 20 persone, viene chiesto di alzarlo a 50 per le realtà iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (Runts) e che abbiano sottoscritto un protocollo con il Commissario per garantire la formazione dei volontari e l’implementazione delle misure di biosicurezza.
<<Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la nostra proposta di ampliare, per le realtà iscritte al Registro Unico del Terzo Settore che hanno sottoscritto un protocollo con il Commissario straordinario per la Peste Suina, la possibilità di svolgere attività ludico-ricreative all’aperto con gruppi fino a 50 persone, rispetto al limite attuale di 20 – spiega D’Angelo -.
L’ordinanza dedicata alla gestione della peste suina africana contiene misure indispensabili per il contenimento del contagio, ma che possono risultare particolarmente impegnative per quelle associazioni che, per vocazione educativa, organizzano attività continuative durante l’anno. Basti pensare al movimento scautistico e a tutte le realtà analoghe, spesso guidate da giovani responsabili e volontari, che devono conciliare le proprie attività all’aria aperta con procedure amministrative che rischiano di limitarne l’operatività.
Con l’approvazione di questo ordine del giorno, mettiamo le associazioni e i loro volontari nelle condizioni di proseguire il loro prezioso impegno formativo rivolto alle nuove generazioni, consentendo attività all’aperto all’interno di un quadro chiaro, rispettoso delle regole e pienamente compatibile con le misure di prevenzione necessarie per contrastare la diffusione della peste suina>>.
G. D.
