Liguria con 444 mila anziani, via al Piano Sociale invecchiamento attivo

Comunque, sappilo, i “65 anni non sono i nuovi 50”. No, così lo sai
Liguria 444mila anziani – Già è difficile ritenere un 65enne anziano, comunque visti i ruoli che ricoprono sono una risorsa delle comunità, protagonisti di coesione sociale, innovazione, prossimità e dialogo intergenerazionale.
Con questi temi sono stati il filo conduttore del convegno “Forza Generativa – Gli anziani protagonisti di coesione e innovazione sociale”, che si è tenuto mercoledì scorso, alla Sala Blu dell’Acquario di Genova.
Secondo l’Istat, al 1° gennaio 2026 in Liguria gli over 65 sono circa 444.000, almeno la metà di loro ha più di 75 anni, il sesso femminile rappresenta il 32,6%. Inoltre, dopo la regione Molise, la Liguria ha la percentuale più alta di ultracentenari. Il totale degli abitanti in Liguria è 1.509.900, sempre ad inizio 2026.
Nasce così il Piano Regolatore Sociale per l’invecchiamento attivo, l’iniziativa avviata da Regione Liguria ha l’obiettivo di affrontare la longevità in una prospettiva ampia, integrata e condivisa: dalla promozione dell’autonomia alla prevenzione della fragilità, dalla prossimità dei servizi al welfare di comunità, fino al dialogo intergenerazionale e alla valorizzazione del capitale sociale degli anziani.
Un confronto che coinvolge istituzioni, Sistema sociosanitario, Comuni, Terzo Settore, Organizzazioni sindacali, Rappresentanze datoriali, mondo della ricerca, realtà territoriali e soggetti impegnati nei percorsi di innovazione sociale e comunitaria. Per costruire una visione comune capace di tenere insieme salute, cura, abitare, partecipazione, prossimità e qualità della vita.
<<Con questo convegno abbiamo volute dare avvio a un confronto concreto e partecipato sulla costruzione del Piano Regolatore Sociale per l’invecchiamento attivo – sottolinea l’assessore alla Sanità, Politiche sociosanitarie e sociali, Terzo Settore di Regione Liguria Massimo Nicolò -.
La Liguria è una regione longeva e questo ci chiama a una responsabilità precisa: non limitarci a leggere l’invecchiamento come aumento dei bisogni, ma riconoscerlo come una grande questione sociale, sanitaria, culturale ed economica.
Gli anziani non sono soltanto destinatari di servizi – conclude -, ma persone portatrici di esperienza, competenze, relazioni e capacità generativa>>.
Quest’ultima frase l’ho già sentita diverse volte. Comunque, sappilo, i “65 anni non sono i nuovi 50”. No, così lo sai.
G. D.

































