Savona conclusa esercitazione internazionale antinquinamento

Savona conclusa esercitazione internazionale antinquinamento
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Ramogepol 2026 nel segno del 50° anniversario dell’accordo per la tutela del Mediterraneo

 

Savona esercitazione antinquinamento – È terminata l’esercitazione internazionale antinquinamento “Ramogepol 2026”, l’attività addestrativa che ha coinciso con il cinquantesimo anniversario dell’accordo Ramoge.

L’intesa era stata siglata nel 1976 tra Francia, Principato di Monaco e Italia per la tutela dell’ambiente marino nella zona compresa tra la foce del Rodano e quella del Magra.

Questa edizione 2026 è stata affidata all’Italia tramite il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Direzione Generale Tutela della Biodiversità e del Mare), con il coinvolgimento operativo della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Savona e il coordinamento della Direzione Marittima di Genova.

Durante l’esercitazione è stata simulata la gestione di un’emergenza causata da un inquinamento da fonte ignota (mystery spill). La prima fase, avviata il 22 giugno, ha testato i flussi informativi e la catena di comando in seguito al rilevamento satellitare di due chiazze inquinanti (idrocarburi e olio di palma) a circa 20 miglia al largo di Capo Mele, dirette verso la costa ligure e l’Area Marina Protetta dell’Isola di Bergeggi.

<<Le procedure di allertamento per la gestione dell’eventuale contaminazione della costa hanno visto l’attivazione della Prefettura di Savona, della Regione Liguria (Protezione Civile) e dell’Arpal, quest’ultima impegnata nell’elaborazione dei modelli previsionali di deriva e nella fornitura dei bollettini marini. In questo contesto, la Prefettura di Savona ha simulato l’attivazione del Ccs (Centro Coordinamento Soccorsi) per pianificare e coordinare gli interventi a terra nell’eventualità di uno spiaggiamento del materiale inquinante – informano dalla Capitaneria -. I Vigili del Fuoco hanno supportato le operazioni con i nuclei specialistici Nbcr e Sapr, impiegando droni per il monitoraggio aereo e il campionamento delle sostanze.

La seconda fase si è svolta il 25 e 26 giugno nelle acque territoriali del Principato di Monaco sotto la guida di un Gruppo di Direzione internazionale composto dai rappresentanti dei tre Paesi firmatari e del Segretariato Ramoge. Durante le manovre in mare sono state testate le procedure fisiche di contenimento e recupero delle sostanze inquinanti, consolidando l’interoperabilità tra i mezzi navali e aerei dei paesi coinvolti.

Per la componente italiana – concludono – sono stati impiegati per la Guardia Costiera un elicottero, la Nave Diciotti e la motovedetta M/V CP288, la Nave Orione della Marina Militare e i mezzi della flotta specializzata Castalia, che hanno operato in sinergia con i partner francesi e monegaschi e personale dei Vigili del fuoco>>.

Nel Principato di Monaco, oltre alle attività operative in mare, si è svolto un incontro tra i procuratori della zona Ramoge sulle procedure giudiziarie in materia di antinquinamento marino, una tavola rotonda a carattere scientifico e istituzionale presso il Museo Oceanografico e il lancio del concorso fotografico Ramoge 2026 intitolato “L’uomo e il mare”, finalizzati a promuovere la cultura della salvaguardia marina.

 

G. D.

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