Che titolo vergognoso: "La Juve è caduta a Genova come il ponte"

Juventus. Da Il Roma di Napoli un titolo orrendo

 


"La Juve è caduta a Genova come il ponte". Questo il titolo del quotidiano di Napoli fondato nel 1862 (il più antico quotidiano italiano post-unitario)

Che diversi giornalisti napoletani vivano nell’ossessione Juventus si può evincere da vari articoli sui giornali, tv, social, ma mai erano arrivati a un tale basso livello.

Che il tifo partigiano possa portare a commentare un rigore non rigore o a una ammonizione che faccia perdere un campionato di 38 partite, si lascia alla professionalità del singolo, ma che l’entusiasmo della prima sconfitta bianconera porti anche al solo citare il ponte crollato il 14 agosto provocando 43 vittime non ci può stare.

Ovvie le successive scuse del giornale che parlano di “approssimazione”.

Approssimazione di cosa? La Treccani dà questo significato “imprecisione, mancanza di esattezza”!

Come sia possibile accostare il ponte Morandi alla Juventus, senza pensare a questo immane disastro che bloccherà per anni la città di Genova, è pensiero che lascio ai lettori. Quello che mi chiedo è se questa approssimazione la si applicasse su qualunque posto di lavoro, quali provvedimenti dovrebbe prendere il datore di lavoro e, in questo caso specifico, l’Ordine dei giornalisti.

Ma si sa, specie nello sport, a questa categoria, di cui anche io faccio parte, è tutto permesso nel buon nome della libertà di stampa.

Per dovere di cronaca e di verifica delle fonti oltre a pubblicare la foto del titolo riporto anche le successive scuse del giornale.

<<Uno scivolone imperdonabile. Nelle pagine sportive del nostro giornale, nella rubrica settimanale “Le pillole” a cura di Clemente Hengeller, firma storica del “Roma”, è apparso un titolo in cui, per stigmatizzare la sconfitta della Juventus a Marassi, siamo incorsi nella infelice e irriverente metafora del crollo del ponte di Genova. Chiediamo scusa per l’imperdonabile leggerezza di cui ci siamo resi responsabili, nella prima edizione, solo per colpa esclusiva di quella approssimazione che a volte può accadere, e purtroppo è accaduta, nella convulsa vita dei quotidiani. Abbiamo rimediato nelle successive edizioni del “Roma” (nella foto), ma non è stato sufficiente. Nel registrare sui social insulti, accuse e insinuazioni per uno scivolone che ci addolora, teniamo a ribadirlo, per aver potuto accostare un evento sportivo a una tragedia immane, non vorremmo, in ragione di una lunga attività professionale, che si possa lontanamente pensare di aver voluto offendere la memoria sempre viva di quelle sfortunate vittime del crollo in cui persero la vita anche quattro ragazzi di Torre del Greco, una ragazza originaria di Somma Vesuviana e un autotrasportatore di Casalnuovo. Resta tuttora inconcepibile che si sia potuto immaginare un tale paragone. Non c’è giustificazione che tenga. Siamo mortificati e speriamo che la comprensione prevalga, avendo sempre operato con misura, buonsenso e moderazione.>>

 

G. D.