Cronaca: Ancora violenze negli asili

Maltrattamenti bimbi negli asili.

Telecamere nooo?


Il Sindacato polizia penitenziaria rilancia campagna “telecamere in tutti gli asili e scuole per l'infanzia”

“Ancora una volta grazie ad una telecamera nascosta e ad intercettazioni ambientali è stato scoperto – in un asilo romano gestito da religiose - l’ennesimo caso di botte, urla, violenze psicologiche contro bimbi. È la conferma della bontà della nostra iniziativa a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare, che va avanti da due anni, per introdurre la videosorveglianza obbligatoria in tutti gli asili nido e le scuole dell’infanzia, nonché nelle strutture socio-assistenziali per anziani, disabili e minori in situazioni di disagio”. Lo afferma Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato polizia penitenziaria sottolineando che “nonostante i numerosi annunci dell'ex ministro Salvini l'iter di un analogo provvedimento del precedente Governo non si è concluso. Di qui l'iniziativa del S.PP. - annuncia il segretario – per accelerare i tempi di approvazione che ci vedrà impegnati, in particolare, nei confronti del nuovo Ministro dell'Interno Lamorgese, insieme alla richiesta di inasprimento delle pene per quanti hanno commesso reati contro bambini e categorie sociali più deboli. Nella stragrande maggioranza dei casi maestre ed educatrici finiscono ai domiciliari”.

“I maltrattamenti sui piccoli degli asili nido e della scuola dell’infanzia – continua Di Giacomo – purtroppo sono in crescita. Le vittime nell’80% dei casi hanno meno di sei anni. Sono proprio i più piccoli, i più indifesi ad aver incontrato al nido o nella scuola materna chi, invece di proteggerli, ha alzato le mani, ha strillato oltre ogni limite, li ha puniti. Questo proprio non va giù alla comunità dei genitori delle vittime degli abusi nelle scuole. C’è un recente studio del Cesvi che registra tutta la drammaticità della questione: in Italia sono quasi 100mila i bambini vittime di maltrattamenti e abusi; più della metà (52,5%) bambine. Quasi 460mila sono in carico ai servizi sociali per problemi di vario tipo. La maggior parte degli abusi e delle violenze avviene in famiglia, ma si tratta di un fenomeno sul quale è difficile avere dati certi. Concordo con i ricercatori del Cesvi: la complessità di stimare quanti bambini/e siano effettivamente maltrattati in Italia, in tutte le forme con le quali si può definire il maltrattamento – dalla trascuratezza all’abuso – risiede spesso sia nella mancanza della volontà politica di approfondire il tema sia nella conseguente carenza di risorse necessarie per condurre un’indagine su scala nazionale”.

“Un'altra battaglia del nostro sindacato sempre a tutela dell'infanzia – continua Di Giacomo - è quella delle donne in carcere con i propri figli: al 31 agosto scorso sono 48 le detenute con 52 bambini (25 sono straniere). È una situazione di autentica barbarie che va rapidamente rimossa perché i bambini non possono e non devono condividere la cella con le madri. A proposito – chiede il segretario del S.PP. - dove sono finite le parlamentari che si sono indignate quando una detenuta a Rebibbia ha ucciso in cella i suoi due figli, sostenendo mai più bambini in carcere?”.


G. D.