Economia: Prospettive di una buona vendemmia ligure

Liguria: partita la vendemmia 2019


Cia: “Vini di qualità dai nostri produttori, sì alla semplificazione amministrativa”

“La vendemmia 2019 si prospetta in termini positivi: l'uva è sana, non si sono stati forti attacchi di malattie tipo oidio o peronospora (salvo sempre le eccezioni). Certo molto dipenderà dalle condizioni meteo dei prossimi giorni, ma si spera che il tempo sia benevolo”. Il presidente provinciale della Cia – Confederazione Italiana Agricoltori -, Mirco Mastroianni, parla della vendemmia 2019.

“Quantitativamente si rileva un calo rispetto al 2018, ma lo scorso anno è stato abbondante oltre misura; quindi si potrà lavorare su una qualità più elevata. In questi ultimi due anni il cambiamento climatico è stato evidente con temperature sopra le medie, con punte da latitudini nord africane, scarse escursioni tra giorno e notte ed eccessiva umidità, mettendo a dura prova il comparto nella lotta ai parassiti. Come sempre però coloro che hanno lavorato con attenzione e costanza nei vigneti potranno raccogliere uve di qualità e soprattutto ottenere adeguata ricompensa al lavoro. “Certamente le nostre cantine sapranno ulteriormente valorizzare quanto il campo ha fornito, con vini ad alto tasso qualitativo”.

“L’obiettivo della Cia savonese è rafforzare le nostre produzioni Doc e Igp, valorizzando l’eccellenza dei vini liguri, sempre più apprezzati sul mercato nazionale ed internazionale (con una crescita significativa dell’export), ma anche dal settore della ristorazione e dai singoli consumatori”. Quindi anche quest’anno pronti ad assaporare i nostro vini Doc (Pigato, Rossese e Vermentino) e IGT (Granaccia e Lumassina).

Ma non solo: quest’anno trova compimento una delle grandi battaglie della Cia, ovvero il processo di sburocratizzazione della produzione vinicola, nel segno di uno snellimento e di una semplificazione amministrativa. La Camera di Commercio Riviere di Liguria ha infatti modificato il Piano di Controllo dei vini Doc e Igt, recependo totalmente i contenuti del decreto del Mipaaft n. 7552 del 02/08/2018.

Le nuove disposizioni, fortemente semplificate rispetto a prima, prevedono che le aziende obbligate a tenere il registro telematico di carico e scarico tramite il portale Agea/Sian, devono registrare le varie operazioni di cantina con le tempistiche attualmente in vigore e la struttura di controllo, in questo caso la Camera di Commercio, deve accedere al portale Agea/Sian per consultare e acquisire tutti i dati necessari alla verifica del rispetto del piano dei controlli. Le aziende a decorrere dal 1 agosto 2019, a parte la richiesta di prelievo dei campioni di vino per sottoporli alle verifiche chimico-fisiche e organolettiche in ottemperanza al disciplinare di produzione, che in un primo momento rimane ancora cartacea, non hanno più alcun obbligo di comunicazioni scritte. Naturalmente rimangono escluse da questa semplificazione le aziende che sono esonerate dalla tenuta del registro telematico dei vini, che devono continuare con la modulistica cartacea. Tra i temi toccati dal presidente Cia Savona: Viste le recenti affermazioni sui vini liguri al concorso Douja D’Or che testimoniano la buona salute del comparto viticolo regionale, Cia Savona, che rappresenta il maggior numero dei viticoltori della Liguria, insiste affinché la Regione aumenti l’insufficiente assegnazione di autorizzazioni ai nuovi impianti per la produzione (nel 2019 sono stati assegnati 16 ettari a fronte di 160 ettari richiesti)”.

 


Coldiretti: “L’andamento dell’export conferma l’ottima qualità del vino prodotto”

È iniziato in alcune zone della Liguria il periodo della vendemmia e anche la produzione 2019, con quasi 2 bottiglie su 3 di vini Doc o Igp, sosterrà l’export regionale cresciuto del 13% nel 2018 rispetto all’anno precedente, dando il suo contributo al record storico delle esportazioni di vino Made in Italy che a livello nazionale hanno fatto registrare, un aumento nei primi cinque mesi del 2019 del 5,4% rispetto allo scorso anno, quando avevano raggiunto su base annuale 6,2 miliardi di euro, confermandosi la prima voce dell’export agroalimentare nazionale.

È quanto afferma Coldiretti Liguria, in base all’analisi della Coldiretti su dati Istat, divulgati in occasione della presentazione delle previsioni vendemmiali 2019 di Ismea, Assoenologi e Unione italiana vini che hanno rivisto le stime di inizio agosto all’avvio della raccolta delle uve.

La produzione di vini in Liguria potrebbe subire una leggera diminuzione quantitativa, circa del 10%, a causa dell’andamento climatico della primavera/estate 2019, ma nonostante ciò a giudicare dai grappoli presenti per pianta la qualità si conferma ottima. Tuttavia per le previsioni, anche sul piano quantitativo, molto dipenderà dall’andamento climatico del resto del mese di settembre e ottobre.

I dati liguri sono leggermente più ottimistici di quelli nazionali, dove per il 2019 si stima una produzione di 46 milioni di ettolitri di vino, il 16% in meno dell`anno scorso con l’Italia che comunque si conferma è il primo produttore mondiale davanti alla Francia che si ferma a 43,9 milioni di ettolitri e la Spagna a 40 milioni (secondo i Ministeri agricoli dei due Paesi).

A livello nazionale vanno segnalati i dati positivi sui consumi degli italiani, sempre più consapevoli e attenti alla qualità e all’origine, con una spesa delle famiglie cresciuta del +6,5% in valore nel primo trimestre del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea Nielsen, mentre a livello internazionale, a preoccupare per il futuro del settore, sono gli effetti della Brexit con l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea ma anche la guerra commerciale che Trump ha minacciato di scatenare nei confronti dell’Europa con un aumento dei dazi fino al 100% del valore, che colpirebbero purtroppo anche il vino ligure.

“Il vino ligure – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa - è cresciuto scommettendo sulla sua identità, fatta di una tradizione millenaria che i nostri imprenditori custodiscono gelosamente. La coltivazione della vite nella nostra regione viene condotta grazie ai tipici terrazzamenti su circa 2.000 ettari di terreno nei quali si producono vini che vantano il fregio di ben 8 Doc (Golfo Tigullio / Portofino Doc, Colline di Levanto Doc, Cinque Terre / Sciacchetrà Doc e Colli di Luni Doc Doc Valpolcevera Riviera Ligure di Ponente Doc, Ormeasco di Pornassio Doc e Rossese di Dolceacqua Doc) e 4 IGT. Lo scorso anno la produzione di vino Dop e Igp (il 65% del totale) nella nostra regione si era chiusa con, rispettivamente, con 44mila ettolitri e 8 mila ettolitri, e, anche se per l’annata 2019 si stima un quantitativo inferiore di vino prodotto, la qualità si conferma ottima, attestando l’eccellenza dei vini della Liguria, apprezzati sul mercato nazionale ed estero sia dalla ristorazione sia dai singoli consumatori.”.

 

G. D. (foto Cia)