Musica: Vecchi e giovani uniti nel rock

Il rock crea dipendenza


David Bowie: <<Il rock è sempre stato la musica del diavolo>>

Quelli della mia generazione dai capelli bianchi (sempre se ne trovano ancora… di capelli) hanno avuto la fortuna di “vivere” il vento libero del rock anni 60/70. E se le band di allora sono ancora a suonare sui palchi e negli stadi, significa che quel vento soffia ancora e cattura tutte le generazioni che si sono avvicinate alla musica in questi cinquant’anni.

Mitici brani che restano impressi nella mente e che grazie ad internet sono alla portata di tutti. Pezzi intramontabili di grandi band entrate nella storia come i famosi compositori che hanno saputo creare musica classica dal nulla.

Amare una canzone significa anche “usarla”. La si fa “scendere” secondo lo stato d’animo di quel momento e se ne godono sfumature e particolari… meglio di un lettino dello psicologo.

Ma il diavolo che c’entra? Leggende metropolitane e luoghi comuni... o forse qualcosa c’è. Certo non si può nascondere che fra tanti musicisti non vi sia qualcuno che inneggia al male e a simboli di dubbio gusto, così come tanti altri sono ferventi credenti che si occupano di solidarietà e di pace fra i popoli.

Sfogliando vari siti che si occupano di rock leggo della redazione di R3M.IT, composta da un gruppo di giornalisti e web editor appassionati di musica, che ci propone la classifica di cinque canzoni che “creano dipendenza”. La condivido in pieno, essi affermano <<In questa classifica, abbiamo raccolto, qualcuna delle canzoni che più ci ha fatto sognare, su cui abbiamo consumato puntine su puntine dei nostri giradischi o, più comunemente, intere ore d’autonomia delle batterie dei nostri smartphone>>. Bravi!

1) Led Zeppelin – Whole lotta love (1969)

2) Dire Straits – Sultans of swing (1978)

3) Bob Dylan – Knockin’ on heaven’s door (1973)

4) Deep Purple – Smoke on the water (1973)

5) Ac/Dc – Back in black (1980)

Provate ad ascoltarle e poi ditemi se non vi sentite diavolette e diavoletti.

 

G. D.