Sport: Cagliari e Milan nessuna sanzione

Razzismo a Cagliari e scherno 

a Milano: nessuna sanzione


Prima i buuuu razzisti contro Kean, Matuidi e Alex Sandro in Cagliari - Juve, poi l’irrisione di Bakayoko e Kessie in Milan - Lazio, quindi il giudice sportivo che non si assume responsabilità se non quella di non decidere

Fra virgolette le due “sentenze”:

Gara Cagliari – Juventus

<<Il Giudice sportivo letto il rapporto dell’arbitro, la relazione dei collaboratori della Procura federale; dispone a cura della Procura federale accertamenti istruttori supplementari, riservandosi di disporre l’acquisizione di ulteriori elementi da parte degli organi competente, in ordine ai cori di discriminazione razziale di cui sarebbero stati oggetto il calciatore Matuidi e il calciatore Kean, entrambi in forza alla società Juventus, dovendosi in particolare con chiarezza appurare, impregiudicata valutazione spettante allo scrivente giudice, in che fasi dell’incontro i suddetti calciatori sono stati, rispettivamente, bersaglio dei cori riconducibili comunque a manifestazione di discriminazione razziale e quale dimensione e percezione reale hanno avuto i fenomeni stessi.>>

Gara Milan - Lazio

<<Il Giudice sportivo quanto ai fatti cui alla segnalazione della Procura federale riguardante i calciatori del Milan Bakayoko e Kessie i quali, “dopo aver ricevuto in segno di cortesia da parte del calciatore della Lazio Acerbi la propria maglia, esponevano quest’ultima in modo ironico sotto la curva occupata dai tifosi del Milan”. Rilevato che nulla è riportato nel referto del direttore di gara, mentre nel rapporto dei collaboratori della procura federale si dà conto, motivatamente, delle circostanze che hanno impedito agli estensori del rapporto stesso di rilevare l’episodio. Considerato, altresì, che la sopra descritta segnalazione della procura federale non può avere seguito ai fini della valutazione della prova televisiva, attesa che i casi di condotta gravemente antisportiva sono chiaramente tipizzati ai fini della disposizione di cui all’art.35 e tra essi, in mancanza di una previsione anche residuale, non può rientrare la fattispecie in esame. Per questo motivo declina la competenza a decidere sull’episodio segnalato dalla procura federale, restando del tutto impregiudicato il potere del medesimo organo requirente di promuovere, verificati i presupposti e secondo le modalità e i tempi consentiti, le iniziative e le azioni di competenze in ordine alla possibile valutazione dei principi generali sanciti dal CGS.>>

Un passo della giustizia sportiva che ricalca in piena regola la giustizia penale italiana dove non vi è certezza della pena o chi dovrebbe essere dentro sta fuori.

Due considerazioni sulle non decisioni del giudice sportivo vanno però fatte.


Nel caso Cagliari, il giudice vuole accertarsi quando i cori sono iniziati, come a dire che se il giocatore Kean avesse provocato il pubblico, allora i cori sono legittimi (mesi fa le curve Juventus e Inter sono state chiuse senza bisogno di accertamento “fasi”!).

Ma il razzismo non è razzismo in qualunque momento lo si eserciti?


Nel caso Milan (le immagini sono lì chiare chiarissime!), se il gesto fosse stato commesso da due bianchi con la maglia di un giocatore di colore, cosa sarebbe successo?


Che domande sciocche: tanto è solo un gioco!

 

G. D.