Sport: il razzismo vuole le telecamere

Calcio. Razzismo, provocazioni, 

specchio sociale…

La scoperta dell’acqua calda: ieri sera, dopo gli ennesimi buuuuu razzisti verso Moise Kean e Blaise Matuidi in Cagliari Juventus, ho sentito proporre telecamere per identificarne gli autori. Applausi! Già, sarebbe tanto semplice che vien da pensare male, perché quando la Juventus, il cui stadio è dotato di moderne telecamere, fece ricorso alla squalifica della curva, dopo i cori razzisti all'indirizzo di Kalidou Koulibaly durante la partita col Napoli del 29 settembre scorso, i nastri non furono considerati dal Giudice Sportivo che anzi diede due giornate di sanzione.

Quindi oggi tutti antirazzisti da fiaccolate per poi non fare nulla, a parte l’ovvia sanzione al Cagliari, in attesa dei prossimi buuuuuu cui ogni stadio italiano dispone.

 

Altro discorso sono le provocazioni dei giocatori che scatenerebbero i tifosi.

Premesso che qualunque gesto mai dovrebbe degenerare in razzismo, semmai la competenza spetta al Giudice Sportivo che potrà valutare ed eventualmente sanzionare il gesto del giocatore, mi riesce difficile ritenere una provocazione l’esultanza di Kean. Il ragazzo al ’20 del primo tempo cade in area ed è giustamente ammonito per simulazione, da allora viene beccato dal pubblico con fischi e buuuu, dopo 70 minuti segna il 2 a 0, resta fermo sul posto allarga le braccia e guarda gli spalti. Nessun gesto offensivo se non la nuvoletta tipo fumetto: “voi mi insultate e io segno!”.

La Juventus tramite l’allenatore Allegri e il giocatore Bonucci hanno rimproverato l’esultanza del 19enne: bravi, in pieno StyleJuve. Non ricordo però tale comportamento quando Ronaldo si "esibì" in ben altra esultanza sotto la curva dei tifosi dell’Atletico Madrid.

Quando si dice il parlare troppo, o troppo poco!

 

E sempre in tema di provocazioni, di fronte a certi gesti smettiamola di dire “ecco, che brutto esempio per i bambini vedere i propri idoli comportarsi così”. Basterebbe assistere a partite dei settori giovanili per vedere quale esempio danno certi genitori ai propri figlioletti in campo!

Il calcio, giacché sport popolare facilmente libero a tutti, altro non è che lo specchio della società in cui viviamo!

 

G. D.