Sport Ronaldo Juventus

Ronaldo goal e vendetta


Fischiato ovunque vada, smorza gli insulti a suon di reti


Come previsto il giocatore Ronaldo della Juventus è stato (solo) multato così come era avvenuto per l’allenatore dell’Atletico Madrid Simeone. Grande delusione fra i leoni da tastiera spagnoli e antijuventini italiani che sindacavano sulla differenza fra i due gesti e ne pretendevano la squalifica: Simeone rivolto verso i propri tifosi (come se in tribuna ci fossero solo spagnoli!), mentre Ronaldo contro i tifosi avversari.

I due gesti, per me brutti e condannabili, rientrano purtroppo in quella caduta di valori che questo secolo ci propone ogni giorno per le strade, sui posti di lavoro, in tv, sui giornali, in Parlamento, insomma ovunque. La volgarità di certi gesti è stata sdoganata nel buon nome della libertà: libertà di insulto (fatevi un giro su qualunque social e ne avrete risposta), tanto che un vaffa non lo si lesina a nessuno, fosse il vigile che fa la multa, il vicino di semaforo o, tristissimo, il vicino di pianerottolo.

Certo, Simeone e Ronaldo hanno il portafoglio gonfio e potrebbero moderare gli istinti. No! Perché sono uomini in un mondo di uomini dove molti vanno allo stadio per insultare e non per incitare la propria squadra. Ed ecco che più sono famosi e più diventano bersagli per frustrati.

Chiaro esempio l’immagine di Ronaldo: prima di sbarcare in Italia, per tifosi e valenti giornalisti italiani era il miglior giocatore del mondo, ma alla Juventus no: stupratore, gay, pensionato, cascatore…

Possibile che la crisi della carta stampata non possa dipendere anche dalla qualità degli articoli?

Ma il calcio, intendo quello giocato, sebbene tanto vilipeso e oltraggiato resta il più grande sport nazionale e si basa su alcune regole ben precise: vince chi mette più palloni nella porta avversaria. E Ronaldo, l’ex migliore e neo pensionato, queste regole le conosce. Chiedetelo a Simeone!

 

G. D.