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Carabinieri, la tecnica del “finto carabiniere” e come difendersi

Carabinieri, la tecnica del “finto carabiniere” e come difendersi
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Alcuni consigli dell’Arma dopo i numerosi casi di truffe

 

Truffe tecniche consigli  – <<Quest’ultimo arresto (uno dei tanti n.d.r.) si inserisce nel quadro delle intense attività di contrasto svolte quotidianamente dall’Arma dei Carabinieri, che sta portando avanti su tutto il territorio nazionale contro i reati predatori, in particolare in danno delle vittime più vulnerabili – spiegano dal Comando -.

La modalità esecutiva più utilizzata in questa tipologia di truffa si sviluppa solitamente secondo un copione ben preciso: i malviventi contattano la vittima al telefono fisso, spacciandosi per un militare appartenente all’Arma dei Carabinieri. Nelle casistiche più comuni, riferiscono con tono autorevole e concitato che un parente stretto ha provocato un gravissimo incidente stradale e che rischia l’arresto.

Subito dopo, nel corso della medesima telefonata, chiedono una somma di denaro e/o gioielli come “cauzione” per evitare il carcere, inviando un complice a domicilio pochi minuti dopo per ritirare i preziosi, oppure, come nel caso di oggi, delle storie così articolate e convincenti da ingannare l’interlocutore, facendo leva sul profondo turbamento emotivo creato nella vittima>>.

Consigli dell’Arma per difendersi

L’Arma dei Carabinieri ribadisce alla cittadinanza alcune regole fondamentali per non cadere in questi inganni:

  • nessuna Forza dell’Ordine chiede denaro o gioielli: in Italia non esiste il pagamento di una “cauzione” per evitare l’arresto e i Carabinieri non inviano mai personale a domicilio per riscuotere denaro, verificare banconote o ritirare oggetti preziosi;
  • attenzione alla linea telefonica occupata: i truffatori spesso chiedono alla vittima di non riagganciare il telefono e mantengono la linea aperta. In questo modo, se l’anziano crede di digitare il 112, risponde sempre il complice. Il consiglio: riagganciare e chiamare il 112 da un telefono diverso;
  • non aprire la porta agli sconosciuti: anche se mostrano un tesserino. Il controllo dell’identità può essere fatto senza aprire la porta, chiedendo il nome, il grado e la caserma di appartenenza, per poi verificarli chiamando il 112;
  • non fornire informazioni personali o riservate: non riferire mai al telefono, soprattutto se si vive da soli, quanti soldi si hanno in casa o dove sono custoditi i gioielli.

Nel dubbio, denunciare sempre! Anche se la truffa è solo tentata, è fondamentale allertare subito le Forze dell’Ordine per permettere di controllare i movimenti dei malviventi sul territorio.

Per altri consigli visitare ilsito

 

G. D.

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