Duro colpo alla criminalità cinese genovese e in altre 25 province – VIDEO

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Controllati 52 esercizi commerciali a Genova ed emesse 3 misure cautelariCriminalità cinese

 

Criminalità cinese– Vasta operazione di polizia, coordinata dal Servizio centrale operativo (Sco), per contrastare i fenomeni criminali connessi alla comunità cinese presente in Italia, con particolare riguardo ai delitti legati all’immigrazione clandestina, allo sfruttamento della prostituzione e del lavoro, alla contraffazione di prodotti, alla distribuzione di stupefacenti e alla detenzione abusiva di armi.

“Alto impatto” ha coinvolto anche il territorio genovese, con servizi svolti dalla Squadra Mobile con Volanti Upg e Sp, equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Liguria, l’Ufficio Immigrazione e i Commissariati di P.S. Sezionali San Fruttuoso, Foce-Sturla e Sestri Ponente.

Criminalità cinese 1

L’attività nel capoluogo ligure ha riguardato 52 esercizi pubblici gestiti da cittadini cinesi, nello specifico centri massaggi, negozi e attività di ristorazione, identificando titolari, dipendenti e avventori.

Relativamente ad un centro massaggi, sono stati raccolti utili spunti investigativi finalizzati all’avvio di attività d’indagine per l’accertamento di condotte afferenti allo sfruttamento della prostituzione.

Inoltre, sono state eseguite tre misure cautelari (due custodie in carcere e un obbligo di presentazione alla P.G.) emesse, all’esito di attività investigativa condotta a carico di cittadini cinesi ritenuti responsabili di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, all’interno di un locale adibito a centro massaggi.

Sono stati infine rintracciati due persone destinatari rispettivamente di ordinanza di custodia cautelare in carcere per rapina aggravate e di decreto di fermo per furto con strappo.

Operazione in 25 province

Il contrasto dei fenomeni criminali connessi alla comunità cinese presente in Italia ha interessato delitti legati all’immigrazione clandestina, allo sfruttamento della prostituzione e del lavoro, alla contraffazione di prodotti, alla distribuzione di stupefacenti e alla detenzione abusiva di armi.

L’operazione “alto impatto”, con il supporto dei Reparti prevenzione crimine, ha visto coinvolte le Squadre mobili di Ancona, Bergamo, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Cosenza, Firenze, Forlì Cesena, Genova, Latina, Mantova, Milano, Padova, Parma, Perugia, Pistoia, Prato, Reggio Emilia, Roma, Siena, Treviso, Udine, Verona e Vicenza.

<<Le attività operative sono state precedute da accurate indagini, svolte dalle Squadre mobili su impulso dello Sco, che hanno consentito di individuare le persone e i luoghi connessi allo svolgimento di attività illegali, con particolare riguardo alle attività produttive e agli esercizi commerciali gestiti da cinesi – spiegano dallaPolizia-.

Le investigazioni svolte nel corso degli anni dalla Polizia di Stato hanno evidenziato che in Italia operano diversi gruppi delinquenziali cinesi composti, di norma, da soggetti accomunati dalla provenienza dalla stessa zona/ città della Repubblica popolare cinese.

Questi gruppi criminali sono diffusi in tutto il territorio nazionale, hanno contatti fra loro, sono autonomi, agiscono in particolare nelle regioni ove è più alta la presenza di cinesi stabilmente residenti in Italia, come ad esempio la Toscana.

Ciascun gruppo è formato da un numero di variabile di persone, in molti casi appartenenti allo stesso nucleo familiare, che commettono delitti quasi esclusivamente in danno di connazionali. Il vincolo di appartenenza delinquenziale al gruppo è molto stretto, con un radicato concetto di vendetta che può arrivare ad assumere il carattere della faida: i gruppi criminali cinesi, al pari delle mafie tradizionali, ricorrono, con estrema facilità alla intimidazione e/o alla violenza per raggiungere i loro obiettivi, praticando la regola dell’omertà e cercando di predominare il territorio ove operano>>.

Criminalità cinese 3

Tra i metodi utilizzati per affermarsi sul territorio l’uso di armi da fuoco: è stato documentata la presenza di una vera e propria “ala armata” della delinquenza di matrice cinese, con il compito di intimidire e compiere gravi reati di sangue.

La criminalità cinese gestisce i propri affari illeciti in un costante “dialogo” con altri gruppi di nazionalità diverse, anche italiani. Tale dialogo permette di spartire affari e territori di interesse.

Tra questi si segnala l’hawala, ovvero l’esercizio abusivo e clandestino dell’attività bancaria in grado di consentire il trasferimento in nero di ingenti somme di denaro da un continente all’altro, sistema spesso utilizzato dalle organizzazioni criminali – anche diverse da quelle cinesi – come mezzo di pagamento nell’ambito dei traffici criminali (come quello degli stupefacenti o dei migranti) nonché per il riciclaggio di denaro.

L’attività svolta nei giorni scorsi, ha portato all’arresto di 13 persone:

  • 1 per spaccio di stupefacenti, resistenza a Pubblico Ufficiale e porto di strumenti atti ad offendere,
  • 2 per sfruttamento della prostituzione,
  • 1 ricercato per rapina aggravata,
  • 2 ricercati per furto,
  • 3 arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente,
  • 3 ricercati per cumulo pene,
  • 1 per tentata estorsione.

Inoltre:

  • sono state denunciate in stato di libertà 31 persone;
  • sono stati identificati 1942 soggetti;
  • sono stati controllati 305 esercizi commerciali di cui 2 sottoposti a sequestro;
  • sono stati controllati 248 veicoli nell’ambito di 52 posti di controllo;
  • sono stati sequestrate 550 grammi di shaboo, pari a circa 5500 dosi;
  • sono state elevate 29 sanzioni amministrative per un totale di 73.382 euro;
  • sono stati sequestrati 22.825 euro.

L’attività si colloca nella più ampia progettualità operativa “Squadra mobile”, intrapresa dallo Sco a partire dal 2023, già applicata con riferimento ad ulteriori ambiti di contrasto della criminalità, tra cui si segnala la devianza giovanile, lo sfruttamento della manodopera, il gioco illegale, la prostituzione, il furto di autoveicoli e le irregolarità nelle procedure di ingresso disciplinate dal cosiddetto Decreto Flussi.

 

G. D.

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