Genova servizi movida del fine settimana, un arresto e verifiche in corso
Controlli appiedati in Salita Pollaioli, piazza delle Erbe, giardini Luzzati, via Santa Fede e zona Vigne
Servizi movida – Non cala l’attenzione della Polizia di Stato di Genova sui servizi per la movida nel centro storico cittadino, che prevedono l’intensificazione delle misure di vigilanza e prevenzione nelle aree frequentate prevalentemente da giovani.
In questo fine settimana le Volanti e il dispositivo interforze con la pattuglia della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e dell’Esercito Italiano hanno effettuato controlli appiedati in Salita Pollaioli, piazza delle Erbe, giardini Luzzati, via Santa Fede e zona Vigne intervenendo su piccole liti tra giovani.
Venerdì notte, in Salita Pollaiuoli, gli operatori hanno fermato un 26enne tunisino e lo hanno deferito per resistenza a Pubblico Ufficiale e getto pericoloso di cose poiché sorpreso a lanciare alcune bottiglie di vetro a terra per poi opporre resistenza durante l’identificazione.
Sabato notte, gli agenti dell’Upgsp sono intervenuti su due distinte lite avvenute in via S. Donato a mezzanotte e dopo le due, in cui sono stati identificati i soggetti coinvolti, attualmente in attesa di querela.
Sempre sabato sera, la volante del Commissariato San Fruttuoso, durante il controllo del territorio, ha fermato una vettura con a bordo cinque giovani in via Brigata Bisagno. Tra questi, un 20enne del posto, è stato trovato in possesso di 18 confezioni di sostanza stupefacente poi analizzate e risultate essere 16 grammi di ketamina.
Il giovane è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e verrà sottoposto a rito per direttissima. Fermo restando la presunzione di innocenza, fino a condanna definitiva.
Gli agenti hanno esteso i controlli fino a piazza del Carmine dove sono stati identificati tre giovani consumatori di crack e, pertanto, segnalati.
Le posizioni dei controllati sono ora al vaglio per l’adozione della misura di prevenzione del Dacur, che prevede il divieto di accesso alle aree ove sono ubicati gli esercizi commerciali, in cui sono avvenuti i fatti di reato.
G. D
