Genova sgominata banda internazionale su traffico migranti – VIDEO

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Tra Tunisia e Italia. Dieci trafficanti arrestati dalla Polizia di Stato. Ecco quanto pagavano i migranti

 

Genova sgominato traffico migranti

 

Genova sgominato traffico migranti  – Dall’alba di stamani la Polizia di Stato di Genova,  coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, ha contestato a dieci tunisini l’ipotesi di associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sulla rotta Tunisia–Pantelleria; per uno dei soggetti contestati anche servizi di raccolta, cambio e trasferimento all’estero ed in Italia di valuta, mediante transazioni fiduciarie non tracciabili attraverso il sistema denominato “hawala”.

Come spiegato dal procuratore della Repubblica di Genova, Nicola Piacente, all’alba di oggi sono stati eseguiti provvedimenti cautelari, emessi dal Gip del Tribunale, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo, nei confronti di 10 indagati tutti di origine tunisina.

Sei di questi sono destinatari della custodia cautelare in carcere; mentre tre sono stati raggiunti dalla misura dell’obbligo di dimora nel territorio del Comune di Genova ed uno nel Comune di Trapani.

L’accusa per sei indagati è di essere componenti di una associazione per delinquere finalizzata alla perpetrazione di reati di agevolazione dell’ingresso clandestino in Italia di cittadini tunisini.

I presunti componenti della organizzazione sono accusati:

  • di avere organizzato il viaggio di quanti entravano illegalmente nel territorio nazionale;
  • di avere provveduto alla ricerca delle imbarcazioni e dei conducenti, selezionando i migranti per ciascun viaggio, organizzandone il trasferimento dal paese tunisino di origine alla costa in prossimità della data di partenza, curandone la sistemazione in immobili in attesa di radunare tutti i migranti selezionati e delle condizioni meteo marine idonee ad intraprendere la traversata verso le coste italiane, fornendo assistenza in relazione all’eventuale respingimento.

Per ogni trasferimento in Italia ciascun migrante versava ai componenti della associazione importi oscillanti tra 2.500 e 3.000 euro.

<<In base alle indagini svolte sono stati accertati quattro episodi di agevolazione della immigrazione clandestina tra marzo 2024 e febbraio 2025 di oltre 120 cittadini tunisini, tutti ospitati in luoghi di raccolta in Tunisia e successivamente imbarcati e fatti sbarcare a Pantelleria – informa il Procuratore -.

Genova sgominato traffico migranti 2

Durante il periodo antecedente la partenza, ai migranti veniva impedito di uscire e venivano sottratti i telefoni cellulari, al fine di evitarne la localizzazione da parte delle autorità.

Ulteriori elementi raccolti hanno documentato condizioni di viaggio estremamente pericolose: le traversate avvenivano su gommoni ed in una di queste, a causa della fuoriuscita di carburante da taniche presenti a bordo, sette migranti, tra cui una minorenne di dodici anni, hanno riportato ustioni ed hanno necessitato di cure mediche una volta giunti a destinazione>>.

L’inchiesta è partita da uno sbarco del 15 marzo 2024, dove 25 migranti erano stati intercettati a bordo di un gommone al largo di Pantelleria.

Grazie ad uno di questi, la Squadra Mobile di Trapani acquisiva informazioni rilevanti inerenti gli organizzatori di viaggi di immigrazione clandestina dalla Tunisia.

<<La competenza è stata radicata a Genova – prosegue Piacente – in quanto a Genova è stata svolta l’attività di finanziamento, predisposizione di mezzi, risorse finanziarie, preparazione dei trasferimenti mediante istruzioni operative affinché i migranti potessero raggiungere l’Italia.

Si procede altresì nei confronti di uno degli indagati per abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento. Questi è accusato di avere offerto a terzi (tra questi uno degli organizzatori della associazione per delinquere) in maniera stabile ed organizzata, un servizio di raccolta, cambio e trasferimento all’estero ed in Italia di valuta, mediante transazioni fiduciarie non tracciabili e non soggette a tassi ufficiali di cambio, attraverso il sistema denominato “hawala” – conclude il Procuratore di Genova ->>.

 

G. D.

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