Ponte Morandi alla vigilia della sentenza arrivano le scuse di Autostrade

Ponte Morandi alla vigilia della sentenza arrivano le scuse di Autostrade
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Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi: “Siamo sbigottiti”

 

Ponte Morandi o 43  – Sono passati otto anni dal quel 14 agosto 2018, quando il Ponte Morandi di Genova crollò al suolo portandosi dietro 43 vittime. Una tragedia che per chi ha vissuto quei momenti, anche solo tramite le televisioni, mai riuscirà a cancellare.

Oggi, 15 luglio 2026, vigilia della sentenza di primo grado, dopo otto anni di silenzio, arrivano le scuse di Autostrade tramite l’attuale amministratore delegato Arrigo Giana.

<<In queste ore siamo in attesa della sentenza di primo grado sulla tragedia del Ponte Morandi, con lo stesso desiderio di verità che sentono i familiari delle vittime, i cittadini genovesi e tutti gli italiani – scrive in una lettera aperta Arrigo Giana, Amministratore delegato del Gruppo Autostrade per l’Italia -.

Tutti noi ricordiamo, come fosse oggi, quella mattina del 14 agosto 2018.

Io ero uno dei milioni di cittadini che si trovava attonito davanti agli schermi della televisione, dove scorrevano le drammatiche immagini di quella tragedia che si stava consumando a Genova.

In quegli istanti il pensiero di tutti correva alle vittime innocenti, alle loro famiglie irreparabilmente distrutte, ai feriti assistiti da eroici soccorritori.

Nel tempo che seguì il crollo del Ponte Morandi, continuavo quindi a domandarmi come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa per quanto era successo. Un’ulteriore incomprensibile ferita, vissuta altrettanto drammaticamente dalla comunità.

Le azioni e le scelte di alcuni hanno lasciato ferite indelebili; quindi, porgere oggi quelle scuse non fatte ieri è una nostra esigenza morale che va al di là dell’accertamento delle responsabilità e del corso della Giustizia verso la verità.

Autostrade per l’Italia preserva la sua storia e il suo nome anche per custodire la memoria di quanto accaduto il 14 agosto 2018 come monito costante, anche se oggi questa azienda è altro rispetto ad allora: un nuovo corso sotto il controllo dello Stato e con nuovi azionisti. Una nuova gestione, con nuovi dirigenti che lavorano giorno per giorno per monitorare la rete, pianificare gli interventi e prevenire i rischi, garantendo così la sicurezza delle infrastrutture, dei viaggiatori e dei lavoratori.

Rompiamo il silenzio dunque.

Ribadendo l’assoluto impegno delle nostre diecimila lavoratrici e lavoratori affinché fatti del genere non si ripetano mai più, a nome del Gruppo Autostrade per l’Italia voglio chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani, per le sofferenze originate dal tragico evento del Morandi. Pur consapevole – conclude Giana – che il nostro gesto non potrà mai cancellare il loro dolore>>.

Ponte Morandi 2018 43 morti

Per domani 16 luglio, è attesa la sentenza di primo grado nei confronti di 57 imputati tra ex amministratori e tecnici di Autostrade per l’Italia, Spea e ministero dei Trasporti, dove la richiesta più alta del PM riguarda l’ex Ad Giovanni Castellucci con oltre 18 anni di carcere.

Il commento del “Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi” non si è fatto attendere.

<<Siamo sbigottiti di leggere stamattina sui giornali nazionali un comunicato dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana che chiede scusa a nome della società per la strage del Ponte Morandi – afferma Possetti Egle, presidente del Comitato -.

Credo che neanche Totò, in qualche sceneggiatura, avrebbe potuto immaginare un momento meno opportuno.

Domani sarà nota la sentenza di primo grado, emessa dal collegio giudicante, ed oggi dopo oltre un anno alla guida della società l’amministratore delegato chiede scusa per il passato, evidenziando quanto sia diversa l’attuale composizione societaria, quanto sia cambiata, ecc.

Avevamo già sentito scuse tardive da parte dell’AD Tomasi pressato dalla giornalista durante un’intervista presso l’emittente genovese Primocanale, oggi le sentiamo dal nuovo AD pressato dalla sentenza imminente; evidentemente gli AD di questa società parlano di scuse solo sotto la pressione degli eventi.

Le scuse, come ben sapete, dovevano essere fatte a suo tempo, ma nessuno le fece, i nuovi amministratori che via, via si apprestano a dirigere la società forse dovrebbero fare le scuse non appena nominati, spiegando però insieme alle scuse il loro piano dettagliato e molto convincente che vada in direzione opposta alla gestione pre-crollo, le scuse non bastano occorrono sempre i fatti conseguenti.

La società è in parte pubblica e deve essere in grado di fare reale prevenzione, a maggior ragione perchè ne possiedono una cospicua parte i cittadini, per tramite Cdp.

Vedremo sei i piani attuali di rinnovamento saranno proficui per la sicurezza, lo vedremo solo fra qualche anno, invito il nuovo AD a continuare a lavorare in questo senso, noi siamo preoccupati per la sicurezza, avendo purtroppo toccato con mano gli esiti nel caso in cui la stessa sia stata sempre sottovalutata.

Credo che i cittadini debbano conoscere nel dettaglio i piani della società per il miglioramento delle performance di prevenzione, sicurezza ed efficacia dell’infrastruttura, se volessero renderli noti nello specifico e con trasparenza renderebbero certamente un ottimo servizio pubblico.

Umilmente mi permetto di dare un piccolo consiglio, dovrebbero anche provare a ricercare dei metodi comunicativi più efficaci, penso non sarebbe una cattiva idea.

Una buona comunicazione unita a fatti concreti consentirebbe di acquisire nel tempo credibilità e renderebbe inutile emettere comunicati spot di scusa. Cordiali saluti>>.

Per me, è e resterà “Ponte 43”.

 

G. D. (grazie al bimbo che il 10 dicembre 2018 pubblicò questa foto al mare, bravo!)

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