Una 37enne e un 40enne arrestati a Genova per diverse truffe ad anziani

Una 37enne e un 40enne arrestati a Genova per diverse truffe ad anziani
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Entrambi italiani, due diversi interventi della Polizia di Stato

 

Truffe ad anziani – Giovedì, gli investigatori della Squadra Mobile, nell’ambito di un servizio mirato alla attività di repressione dell’odioso fenomeno delle truffe ad anziani, hanno arrestato la donna, già sospettata nei mesi scorsi di essere autrice di altre truffe commesse in diverse regioni italiane.

Aiutata da un complice che aveva convinto un 79enne a mostrare i preziosi che teneva in casa ad un carabiniere che si sarebbe recato a casa sua, la 37enne si era presentata presso l’abitazione della vittima facendosi consegnare due orologi d’oro.

Gli operatori della squadra Mobile sono riusciti a rintracciare e fermare la presunta autrice, recuperando i preziosi sottratti. Stamani, a seguito di rito per direttissima, l’Autorità Giudiziaria disponeva a carico della donna la misura restrittiva della Custodia Cautelare.

Nel secondo intervento, su delega della Procura della Repubblica di Genova, la Polizia di Stato ha arrestato, in esecuzione ad un’Ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, il 40enne, già noto per reati specifici, mentre si trovava un albergo della provincia di Roma.

Il provvedimento restrittivo, eseguito dagli operatori della Squadra Mobile di Roma, trae origine dall’attività svolta dall’ufficio genovese, coordinata dalla Procura della Repubblica di Genova e originata da una truffa commessa il 10 giugno in danno di una donna ultrasessantenne nella delegazione di Sestri Ponente.

In quell’occasione, un complice del soggetto arrestato aveva contattato telefonicamente la vittima, presentandosi come Ispettore di Polizia e informandola che era stata compiuta una rapina ad una gioielleria con un’autovettura a lei intestata. Per scagionarla, un agente si sarebbe recato presso la sua abitazione per verificare che l’oro presente in casa non fosse il provento del citato delitto.

Il finto poliziotto si era quindi presentato a casa della donna e l’aveva convinta a consegnare tutti gli oggetti preziosi, per un valore complessivo di circa 10.000 euro per poi allontanarsi dall’abitazione facendo perdere le tracce.

L’uomo aveva raggiunto il centro città a bordo di un’autovettura e, dopo averla regolarmente posteggiata, si era recato a piedi alla stazione ferroviaria per lasciare questo capoluogo. L’analisi delle telecamere di sorveglianza cittadine hanno permesso di identificare l’autore e i gravi indizi raccolti venivano condivisi dall’Ufficio di Procura che richiedeva ed otteneva una misura cautelare detentiva.

Si precisa che, nel rigoroso rispetto della “Legge Cartabia” (D.Lgs. 188/2021) e del principio della presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’emissione di una sentenza definitiva.

 

G. D.

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