Arrestato 20enne in Valbormida dopo una violenta rapina in abitazione a Milano

Arrestato 20enne in Valbormida dopo una violenta rapina in abitazione a Milano
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Il ruolo del giovane è stato quello di reclutare la banda. Quattro arresti eseguiti dai carabinieri

 

Violenta rapina

 

Violenta rapina – All’alba di martedì, 4 novembre, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bergamo, con i militari dei Comandi Provinciali di Monza e Savona, hanno eseguito quattro arresti (tre in carcere e una agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico) emesse dal Gip presso il Tribunale di Milano, su richiesta della Procura della Repubblica di Milano.

Sono un 25enne italiano, già in carcere per l’omicidio di Muttoni Luciano avvenuto il 7 marzo a Valbrembo (BG); un 20enne italiano; un brasiliano di 22 anni e un marocchino di 20 anni, tutti gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei reati di rapina pluriaggravata, lesioni personali aggravate e porto abusivo di arma in luogo destinato a privata dimora, con l’aggravante di aver agito in più persone riunite, travisate e con l’uso di un’arma.

Lo svolgimento della rapina

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano e condotte dal Nucleo Investigativo di Bergamo, hanno ricostruito un episodio di estrema violenza avvenuto nella serata del 26 febbraio all’interno di un’abitazione situata nel quartiere Lambrate di Milano.

Tre degli indagati – dopo che uno di loro aveva instaurato un contatto con la vittima in precedenti occasioni – si sarebbero introdotti nottetempo nell’appartamento dell’uomo, con il volto travisato e armati di pistola. Una volta all’interno, lo avrebbero colpito con calci, pugni e con il calcio dell’arma, trascinandolo a terra e intimandogli di consegnare denaro e beni di valore. La vittima ha subito un vero e proprio pestaggio, riportando importanti lesioni.

I tre si sono poi impossessati di un telefono cellulare Apple iPhone 16 Pro Max, di un paio di scarpe marca Louis Vuitton Air Force e di altri effetti personali, per un valore complessivo di circa 12.000 euro, dandosi successivamente alla fuga.

L’attività investigativa

Tutto parte da un omicidio avvenuto nel comune di Valbrembo (BG) il 7 marzo. Durante le perquisizioni eseguite per quel fatto di sangue, i militari del Nucleo Investigativo rinvennero, presso l’abitazione di un amico di uno dei due soggetti ritenuti responsabili dell’omicidio, un telefono cellulare risultato provento della rapina di Milano.

Contattata la vittima, gli investigatori venivano a conoscenza che all’interno della sua abitazione era installata una telecamera che, all’epoca dei fatti, aveva registrato integralmente la scena della rapina. Tra l’altro la persona offesa aveva denunciato un semplice furto e non una rapina, non mettendo inizialmente a disposizione degli inquirenti i filmati, in quanto temeva ritorsioni.

A maggio, i carabinieri eseguirono perquisizioni domiciliari nei confronti dei soggetti ritenuti responsabili, nel frattempo individuati, sequestrando dispositivi cellulari e gli indumenti indossati durante la commissione dell’azione delittuosa.

Osservando i tabulati telefonici e le copie forensi dei dispositivi sono stati definiti con chiarezza i ruoli dei singoli partecipanti, anche grazie alle localizzazioni Gps, ai messaggi vocali e alle chat WhatsApp tra gli indagati nelle ore precedenti e successive i fatti.

Significativo il ruolo dell’italiano 20enne che, secondo quanto ricostruito, aveva reclutato i complici, sebbene non avesse poi materialmente partecipato alla rapina. Proprio durante le conversazioni rinvenute sui cellulari degli indagati, il 20enne italiano organizzava la spedizione criminosa con messaggi inequivocabili, parlando di “fare un lavoro” e “togliere tutto” alla vittima.

Le misure eseguite

Concluse le indagini, il Gip del Tribunale di Milano ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza e un concreto pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie, sottolineando la particolare ferocia e la determinazione criminale dimostrate dagli indagati. Pertanto, sono state applicati tre arresti e una misura di arresti domiciliari con braccialetto elettronico, eseguite contemporaneamente nelle province di Monza e Savona.

In Valbormida, infatti, è stato rintracciato il 20enne italiano occasionalmente ospitato da un conoscente.

Tutti sono stati associati alle Case Circondariali competenti e posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria milanese.

Il fascicolo versa nella fase delle indagini preliminari e nei confronti degli indagati sussiste la presunzione di non colpevolezza sino all’eventuale condanna definitiva.

 

G. D.

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