Sassello cacciatore si avvicina ad una casa e uccide un cane
Il dolore della proprietaria
Ucciso un cane – Una brutta storia, un vero fatto di cronaca che non avrà mai un colpevole.
Già, è stato ucciso un cane: forse per paura, forse per sbaglio, forse per cattiveria, ma è “solo” un cane. Non c’è rispetto per gli umani, figuriamoci per un cane.
Lasciamo le parole alla sua proprietaria, padrona è una parola che fa brutto. Le ha affidate ad un social, come si usa oggi, perché “il mio obbiettivo e divulgarla a più persone possibili in maniera che non possano più accadere incidenti del genere”.
<<Sabato mattina del 15 novembre, era una mattina piovosa e quindi invece di fare la passeggiata nel bosco vicino casa, in località Maddalena a Sassello, come faccio tutti i giorni in compagnia dei miei due cani, Sunny un pastore australiano e Loki un pitbull nero con il petto bianco, decisi di andare nell’orto che si trova tra la mia abitazione e quella del vicino.
Si sentiva la pioggia attaccata alle nuvole così decisi di lasciare Loki libero, per andare a fare i bisogni e poi tornare a casa, che tanto da lì a poco sarebbe piovuto.
Subito dopo sentii una portiera di una macchina chiudersi e mi spaventai perché il mio compagno non poteva essere, visto che era appena andato via ad aiutare una nostra amica al maneggio, quindi pensai subito al peggio, ovvero che qualcuno fosse salito con la macchina dal vicino (anche se è una proprietà privata succede spesso), così legai subito Sunny e richiamando Loki accorsi su dalla casa del vicino che era a pochi metri da me.
Un’istante dopo sentii delle urla, e subito dopo tre colpi d’arma da fuoco.

Il tempo si fermò, il panico prese il sopravvento cominciai ad urlare con tutta la forza che avevo, sia al cane sia a quell’umano di non fargli del male perchè stavo arrivando e Loki non era pericoloso, ma le mie gambe facevano fatica a muoversi, Sunny era nel panico io ero pure, mi sentii svenire.
Ci misi qualche minuto ad arrivare dalla casa dei vicini e appena arrivai una scena terribile Loki sdraiato davanti alla casa dei vicini con un buco immenso nel costato, urlai subito il suo nome e lui con la sua ultima forza alzo la testa mi guardò ed emise il suo ultimo respiro.
Mi si spezzò il cuore e prese il sopravvento la rabbia, mi misi a seguire la scia di sangue per cercare il colpevole e vidi che Loki nonostante la ferita gravosa, percorse una decina di metri per venire da me, cominciai a chiamare a chiedere a cercare, ma non vidi nessuno ne sentii nessuno, arrivò il mio ragazzo insieme alla nostra amica, (che vista la pioggia avevano deciso di non lavorare e di tornare a casa nostra e anche loro udirono gli spari subito dopo essere usciti dalla macchina e pensarono che avessero sparato a me), gli dissi che la vittima era Loki e dove fosse, mentre io continuai a urlare e cercare il colpevole ma niente.
L’ultima cosa che ci rimaneva da fare era prendere Loki e portarlo alla forestale e denunciare l’accaduto e così facemmo dopo aver scattato delle foto per dimostrare che il cane era in una proprietà privata davanti ad un’abitazione.
Voglio precisare, il fatto che il colpevole che ha sparato a Loki, abbia compiuto un atto completamente illegale e disumano, sottolineando che il tutto è avvenuto a 10 metri da un’abitazione dove i cacciatori non possono assolutamente accedervi, tanto più con un fucile carico.
Loki non era un cane pericoloso, era amato da tutti coloro che lo conoscevano perché era davvero dolce, mi manchi tanto>>.
Dalle immagini, che correttamente la proprietaria ha coperto per i più sensibili, si vede come il povero Loki sia stato “bucato” al costato, quasi come in una crudele esecuzione.
In tanti anni di vita, ne ho conosciuti di cacciatori, mio padre lo era e prima di lui mio nonno, ma mai è venuto meno quello splendido rapporto tra l’uomo e il cane, che fosse il loro o di altri.
Il colpevole non uscirà, d’altronde è morto “solo” un cane, ma la coscienza dovrà convivere con chi ha premuto il grilletto più volte. Ho un consiglio per lui, certamente non gradito: appena può, abbandoni quell’arma. La caccia, quella vera, quella dei veri cacciatori, non esiste più!
G. D.
