Albisola Superiore truffata una 73enne per 5 mila euro – VIDEO

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I carabinieri arrestano due uomini in flagranza di reato e recuperano i gioielli

 

Albisola truffata 73enne 

 

Albisola truffata 73enne– Ieri, giovedì 19 marzo, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Savona, coadiuvati dai militari della Stazione di Albisola, hanno arrestato in flagranza di reato due uomini originari della Campania, ritenuti responsabili di una truffa ai danni di una donna di 73 anni residente ad Albisola Superiore, recuperando i gioielli sottratti per un valore di circa 5.000 euro.

Il sistema è sempre il solito, in questo caso quello del “falso carabiniere”, purtroppo tristemente collaudato, dove ha visto la vittima ricevere una telefonata da una persona che, fingendosi un maresciallo dei carabinieri, le comunicava che era stata appena perpetrata una rapina ai danni di una gioielleria a Savona e che la targa dell’auto utilizzata dai malviventi corrispondeva a quella del marito. Quest’ultimo, in quel momento in casa con la moglie, veniva pertanto invitato a recarsi immediatamente presso la caserma di via Mentana, a Savona, per fugare ogni dubbio.

Con il marito che si recava nel luogo indicato, la donna veniva trattenuta al telefono dai delinquenti con vari espedienti. Trascorsi alcuni minuti, il falso maresciallo, sempre in contatto telefonico con la vittima, la informava che il coniuge era giunto in caserma ed era stato trattenuto, in quanto sospettato di aver commesso la rapina.

Qui, la truffa prende corpo, le veniva riferito che, per scagionarlo, avrebbe dovuto raccogliere tutti i gioielli presenti in casa, poiché di lì a poco sarebbero passati alcuni “colleghi” a ritirarli per sottoporli a perizia.

Infatti, poco dopo, si presentavano dalla donna due uomini che, dopo essersi falsamente qualificati come carabinieri, prelevavano i preziosi e si allontanavano a bordo di un’autovettura.

Nel frattempo, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Savona venivano contattati dai colleghi della Compagnia di Santa Margherita Ligure, poiché il giorno precedente si era verificata una analoga truffa a Recco.

I militari della Stazione di Recco avevano individuato il veicolo utilizzato dai malfattori, noleggiato alcuni giorni prima a Napoli, nonché il tracciamento degli spostamenti.

Il monitoraggio del mezzo permetteva di accertare che, nella mattinata di ieri, l’auto si trovava ad Albisola Superiore, nei pressi dell’abitazione poi risultata essere quella delle vittime.

Per questo il contatto tra i carabinieri della Compagnia di Santa Margherita Ligure ed il Nucleo Investigativo di Savona, che interveniva immediatamente.

In sinergia con i carabinieri della Stazione di Albisola, riuscivano così a fermare in flagranza i due uomini mentre si allontanavano dall’abitazione della signora, trovandoli in possesso dei gioielli appena sottratti, del valore complessivo di circa 5.000 euro, successivamente restituiti alle vittime. Inoltre, venivano sequestrati i telefoni utilizzati per la chiamata fraudolenta.

<<I due arrestati, entrambi napoletani di 40 e 50 anni e già noti alle Forze dell’Ordine, venivano accompagnati presso il Comando Provinciale Carabinieri di Savona, dove sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza a disposizione della locale Autorità Giudiziaria – informano dalComando-.

Quest’ultima disponeva il rito direttissimo per la giornata odierna, all’esito del quale è stato convalidato l’arresto e applicata la misura della custodia cautelare in carcere per il 40enne e il divieto di dimora in provincia di Savona per il 50enne.

L’operazione, resa possibile grazie alla professionalità e alla tempestiva segnalazione dei carabinieri di Santa Margherita Ligure e al rapido intervento dei militari di Savona e Albisola, conferma la costante attenzione dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto a questo deprecabile fenomeno criminale, attraverso un’azione sinergica su tutto il territorio nazionale, sia sul piano della prevenzione sia su quello della repressione dei reati predatori – concludono ->>

I provvedimenti finora adottati non implicano la responsabilità degli indagati, non essendo stata assunta alcuna decisione definitiva da parte dall’Autorità Giudiziaria.

 

G. D.

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