Valbormida un indagato per truffa, recuperati 12 mila euro

Restituiti i gioielli di una precedente indagine
Truffa in Valbormida– I carabinieri del Comando Provinciale di Savona proseguono nell’attività di contrasto alle truffe, specie ai danni delle persone anziane. In particolare, quelle realizzate con la tecnica del cosiddetto “finto Carabiniere”, un raggiro insidioso e traumatizzante per le vittime, spesso colpite sia psicologicamente che danneggiate economicamente, privandole nel giro di pochi minuti dei risparmi e dei ricordi di una vita.
A questo proposito, alcune settimane fa una anziana di Cairo Montenotte era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come operatore della società per i pagamenti digitali “Nexi” e, subito dopo, da un secondo qualificatosi falsamente come appartenente all’Arma dei Carabinieri.
La donna è stata convinta a trasferire l’intera somma che custodiva, 26.000 euro, su un altro conto indicato dai truffatori, nella convinzione di mettere al sicuro i propri risparmi. In pratica è stata indotta a compiere lei stessa il trasferimento ai malviventi che l’ha privata di tutto.
Dopo il raggiro, l’anziana si è prima rivolta al suo avvocato e poi ai carabinieri di Cairo Montenotte che si sono immediatamente attivati per recuperare il terreno perso.
Tramite accertamenti bancari e informatici, i militari hanno ricostruito il flusso del denaro e a individuare il beneficiario delle somme illecitamente percepite, ovvero un ventenne straniero residente in provincia di Verona deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di truffa aggravata.

Nel frattempo, i carabinieri hanno anche sequestrato circa 12.700 euro dai correnti intestati all’indagato, somma ritenuta rappresentare quanto ancora residuava del profitto illecito della truffa. Non è stato recuperato tutto il maltolto, purtroppo, ma un risultato apprezzabile in considerazione del tempo trascorso per l’avvio delle indagini.
<<L’attività investigativa si inserisce in un più ampio impegno dell’Arma dei Carabinieri contro questa particolare forma di criminalità – spiegano dalComando-. Proprio nelle scorse settimane, ad Albisola e a Cairo Montenotte, i carabinieri del Comando Provinciale di Savona hanno individuato e arrestato i componenti di alcune bande responsabili di altre truffe dei “finti carabinieri”, riuscendo in quei casi a recuperare integralmente i gioielli sottratti alle anziane vittime. Quei preziosi sono stati poi restituiti alle legittime proprietarie, offrendo un segnale concreto dell’importanza di denunciare immediatamente e di rivolgersi senza esitazione alle Forze dell’Ordine.
Queste vicende, pur distinte, confermano quanto questo genere di truffe sia costruito su meccanismi psicologici capaci di generare panico, urgenza e confusione, sfruttando indebitamente il nome di istituzioni o società note per indurre le vittime a compiere atti gravemente pregiudizievoli per il proprio patrimonio – proseguono -. Inoltre, tutte le storie sottolineano l’importanza cruciale della tempestività nel richiedere l’aiuto dei Carabinieri: in alcuni casi tutta la refurtiva è stata ritrovata, in quello odierno è stato possibile recuperare solo una parte delle somme truffate.
Si ribadisce, pertanto, un principio essenziale: nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiede mai denaro, bonifici, gioielli o altri beni per bloccare indagini, evitare arresti o mettere in sicurezza somme di denaro. Ogni richiesta di questo tipo è sempre una truffa>>.
Il procedimento penale è comunque nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile, non essendo stata assunta alcuna decisione definitiva da parte dell’Autorità Giudiziaria.
G. D.

































