Savona incendio in piazza Brennero, arrestati esecutore e mandante

Savona incendio in piazza Brennero, arrestati esecutore e mandante
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Compiuto il 17 gennaio con tre autovetture incendiate, il movente questione di soldi

 

Incendio auto piazza Brennero– La Polizia di Stato di Savona in sinergia con quella di Torino, hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa del Gip del Tribunale di Savona, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a due italiani, di 55 e 57 anni, entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio ed in materia di stupefacenti, gravemente indiziati di colpevolezza per il reato di incendio doloso, commesso a Savona il 17 gennaio scorso in concorso tra loro.

Il presunto mandante, originario di Savona, è stato arrestato a Torino dove dimora attualmente. L’esecutore materiale, originario di Reggio Emilia, è stato invece rintracciato a Savona.

L’incendio di tre autovetture in piazza Brennero a Savona, nella notte tra il 16 ed il 17 gennaio scorsi, aveva creato notevole allarme sociale tra gli abitanti del quartiere, da cui partì una immediata e capillare attività d’indagine.

Vennero ascoltate diverse persone informate sui fatti, fino a focalizzare le attenzioni su un uomo di 73 anni che aveva nella disponibilità la Nissan Juke alla quale è stato appiccato il fuoco – che poi si è propagato ad una Peugeot 308 e ad una Fiat Scudo – ed in particolare su frequentazioni e vita privata dello stesso.

La visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, hanno permesso di collocare l’arrestato ed il complice, presunto autore materiale dell’incendio, sul luogo dove era stato commesso l’atto delittuoso.

Nel ricostruire i movimenti dei due, l’arrestato avrebbe cenato proprio con il proprietario della Nissan data alle fiamme, quindi in tarda serata sarebbero tornati a Torino, dove hanno attuato uno stratagemma finalizzato ad allontanare eventuali sospetti dalla loro persona: nel capoluogo piemontese hanno infatti effettuato un cambio di autovetture, tornando a Savona per appiccare l’incendio con una autovettura diversa da quella con cui erano già stati a Savona poco prima: mossa peraltro inutile.

Gli inquirenti sono anche risaliti al movente del gesto che sarebbe da ricondurre alla pretesa di una somma di denaro relativa alla vendita di un immobile ad una persona di Torino in rapporti di amicizia con il mandante dell’incendio. Questi avrebbe fatto da mediatore con la vittima dell’incendio, pretendendo da quest’ultima una somma per l’attività svolta.

Pretesa non esaudita che è culminata con l’attentato incendiario: tra l’altro, entrambi avrebbero svolto il ruolo di “mediatore” a puro titolo personale, non essendo in possesso di alcuna licenza nel settore delle compravendite immobiliari.

La Squadra Mobile di Savona ha anche eseguito perquisizioni personali e locali a carico dei due, con esito positivo: in una stanza d’albergo di Torino occupata dall’autore materiale dell’incendio sono stati infatti rinvenuti e sequestrati gli indumenti e le scarpe indossati proprio la sera dei fatti, nonché un marsupio contenente ancora l’accelerante utilizzato per appiccare il fuoco che, come già detto, ha coinvolto altre due autovetture.

Conclusi gli atti, sono stati condotti in carcere, uno a Torino e l’altro a Genova, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, e sono tuttora detenuti in attesa degli sviluppi processuali della vicenda.

I provvedimenti adottati in questa fase non implicano la responsabilità degli indagati sino al definitivo accertamento di colpevolezza che potrà avvenire solo con sentenza irrevocabile.

 

G. D.

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