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Tenta di investire un conoscente con auto rubata, arrestato

Tenta di investire un conoscente con auto rubata, arrestato
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Ha anche aggredito i carabinieri di Albenga

 

Tenta di investire conoscente – Arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e minacce aggravate, con il Gip che ha disposto la custodia cautelare dopo una violenta aggressione ai militari.

I carabinieri sono intervenuti per placare un diverbio in un parcheggio di Albenga, ma si è concluso con l’arresto in flagranza di un uomo, accusato di resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e minacce gravi.

I militari hanno individuato il soggetto seduto al posto di guida di un’autovettura risultata rubata poco prima nell’imperiese. Secondo le prime ricostruzioni, l’indagato avrebbe tentato di investire un conoscente accelerando bruscamente verso di lui; non essendoci riuscito, lo avrebbe poi minacciato di morte.

Vedendo la pattuglia, l’uomo ha cercato di assicurarsi la fuga opponendo una violenta resistenza: ha strattonato e colpito i carabinieri, continuando a dimenarsi anche una volta bloccato. All’interno dell’auto di servizio ha sferrato ripetuti calci contro la paratia divisoria e i finestrini, proferendo continue minacce.

Anche nei locali della caserma è proseguita la condotta aggressiva specie durante la perquisizione personale, nel corso della quale è stato trovato in possesso di una modica quantità di sostanza stupefacente, sottoposta a sequestro amministrativo.

L’uomo era già noto agli investigatori: nell’ultimo periodo era stato deferito in stato di libertà per una lunga serie di reati contro il patrimonio, tra cui furti in abitazione, furti con strappo e ricettazione.

Lunedì mattina, all’esito del giudizio direttissimo, il Gip ha convalidato la misura precautelare disponendo per l’arrestato la custodia cautelare in carcere.

Si precisa che, nel rigoroso rispetto della “Legge Cartabia” (D.Lgs. 188/2021) e del principio della presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’emissione di una sentenza definitiva.

 

G. D,

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