Boschi della droga nel Basso Piemonte, blitz dei carabinieri

Boschi della droga nel Basso Piemonte, blitz dei carabinieri
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Operazione dei Forestali di Alessandria e militari della Compagnia di Novi

 

Boschi della droga – Stamani all’alba, i carabinieri alessandrini hanno setacciato i polmoni verdi del Basso Piemonte per sradicare il fenomeno dei cosiddetti “boschi della droga”.

Un intervento ad alto impatto che ha interessato le località Marella di Novi Ligure e Bettole di Pozzolo Formigaro, zone diventate negli ultimi mesi oggetto di preoccupazione per la cittadinanza, che ha segnalato la presenza di movimenti sospetti.

Blitz dei Carabinieri nei boschi del novese 1

I cani antidroga hanno permesso di individuare sostanze nascoste nel sottobosco, dove l’occhio umano avrebbe faticato a scorgere nascondigli. Infatti, l’impiego dei Forestali non è stato casuale: la profonda conoscenza morfologica delle aree rurali ha permesso alle pattuglie di muoversi con precisione chirurgica, aggirando le eventuali vedette posizionate dai pusher e chiudendo ogni possibile via di fuga tra i rovi.

L’operazione nasce quale risposta alle segnalazioni dei sindaci della giurisdizione, che avevano ricevuto notizia della presenza anomala di bivacchi, tende di fortuna e un viavai sospetto di veicoli a ridosso delle aree boschive.

I residenti, abituati a frequentare quelle zone per passeggiate o attività agricole, avevano indicato resti di pasti, fuochi accesi in zone pericolose e, soprattutto, la presenza costante di individui sospetti.

Boschi della droga nel Basso Piemonte 2

L’intervento ha permesso di sorprendere un pusher appostato nell’improvvisata base logistica e, nonostante l’impervietà dei luoghi, lo hanno circondato, impedendo fughe precipitose verso il cuore della macchia boschiva. La droga, già suddivisa in dosi e pronta per la vendita ai clienti è stata sequestra. Segnalati anche due assuntori.

<<L’indagine ha confermato che i boschi non sono solo luoghi di transito ma veri e propri centri organizzativi. Qui, i pusher allestiscono punti di ristoro e pernottamento, che permettono loro di presidiare il territorio 24 ore su 24. Questo modello di spaccio rurale rende difficile l’attività di pattugliamento ordinaria, richiedendo, come avvenuto oggi, operazioni mirate con l’ausilio di reparti specializzati – informano dal Comando -.

Le attività sono tuttora in corso e, nonostante i primi risultati, l’operazione non può dirsi conclusa. Le pattuglie sono ancora impegnate nella bonifica dei bivacchi individuati, al fine di rimuovere i rifiuti e smantellare le strutture temporanee utilizzate dai pusher. Parallelamente, proseguono gli accertamenti tecnici sulle sostanze sequestrate e sui dispositivi mobili rinvenuti, dai quali potrebbero emergere dettagli preziosi per risalire ai vertici della catena di approvvigionamento della droga>>.

 

G. D.

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