Detenuto dà fuoco alla cella nel carcere di Sanremo

La denuncia del sindacato Sappe. Sabato presentato il Progetto Goya contro bullismo e cyberbullismo
Sanremo incendio carcere– Ancora tensione in carcere dove stamani, presso la Casa Circondariale di Sanremo, un detenuto ha appiccato un incendio all’interno della propria cella.
Sembra che il motivo fosse la richiesta di un trasferimento.
«Solo grazie al tempestivo, professionale e risolutivo intervento del personale di Polizia Penitenziaria è stato possibile mettere in sicurezza il detenuto ed evitare che i fumi sprigionati si propagassero nel reparto, scongiurando conseguenze che avrebbero potuto essere estremamente gravi», dichiarano GiuseppeGiangrandee CiriacoPannese, segretari provinciali del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe).
La vicenda arriva in un momento già condizionato dal sovraffollamento ormai strutturale. Infatti, il carcere di Sanremo, già penalizzato dalla chiusura del carcere di Savona, continua infatti ad assorbire arrestati provenienti dal territorio imperiese, area di confine con la Francia, oltre a detenuti ad altissima complessità gestionale trasferiti da altri istituti.
«Sovraffollamento e detenuti con gravi disturbi psichiatrici costituiscono un mix esplosivo — sottolinea VincenzoTristaino, segretario nazionale del Sappe per la Liguria — che espone quotidianamente l’istituto a situazioni di elevata tensione, con ricadute dirette sulla sicurezza, sulla salute degli operatori e sulla tutela della popolazione detenuta».
Le richieste del sindacato non sono più rinviabili:
- la riapertura del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (Prap) in Liguria;
- la riapertura della Casa Circondariale di Savona;
- l’apertura di un carcere minorile nel capoluogo ligure, alla luce dell’aumento dei reati commessi da giovanissimi.
«La Polizia Penitenziaria continua a garantire professionalità, dedizione e spirito di sacrificio, colmando quotidianamente carenze strutturali ormai insostenibili. Ma il limite è stato ampiamente superato: servono risposte immediate e concrete», aggiunge il sindacalista.
L’accaduto riporta inoltre all’attenzione il problema della crescente presenza di detenuti con gravi disturbi psichiatrici negli istituti penitenziari italiani.
«Negli ultimi anni — aggiunge Tristaino — il numero di detenuti con problematiche psichiche e comportamenti violenti è in costante aumento, mentre il personale è ormai stremato da continue aggressioni e dall’assenza di soluzioni strutturali».
«Il carcere di Sanremo non può diventare un centro di smistamento per i detenuti ingestibili del Nord. Il Dap deve assumersi le proprie responsabilità e adottare misure concrete per garantire la sicurezza del personale e la tenuta del sistema».
Progetto Goya contro bullismo e cyberbullismo
Sabato 7 febbraio, in occasione della Giornata Mondiale contro il Bullismo e il Cyberbullismo, presso il Centro Polivalente “G. Falcone” di Camporosso (Imperia), è stato inaugurato il Progetto Goya, un’iniziativa rivolta alla prevenzione e al contrasto di ogni forma di bullismo e cyberbullismo.
All’evento ha partecipato il Sappe, rappresentato dal segretario provinciale Giuseppe Giangrande, condiviso anche dal segretario nazionale Vincenzo Tristaino. Alla cerimonia erano presenti rappresentanti delle Forze dell’Ordine e delle istituzioni locali e regionali, a testimonianza dell’attenzione del territorio verso un tema di grande attualità.
Il Progetto Goya si propone come un importante punto di riferimento per giovani e famiglie, offrendo servizi di ascolto, prevenzione, supporto psicologico, consulenza legale e formazione.
<<Strumenti concreti – ha sottolineatoGiangrande– per intervenire prima che il disagio possa trasformarsi in comportamenti devianti o reati>>.
Fondamentale il ruolo dell’équipe del Progetto Goya Aps, composta da professionisti ed esperti del settore, che lavoreranno in sinergia per prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.
A nome di tutto il Sappe Liguria, Giangrande (nella foto con l’assessore regionale Alessandro Piana) ha espresso la vicinanza della Polizia Penitenziaria a tutte le iniziative volte alla tutela dei soggetti più fragili e alla prevenzione del disagio giovanile, ringraziando in particolare l’ideatore del progetto Stefano Urso e il vice Davide Grimaldi, con l’auspicio che il Progetto Goya possa diventare un punto di riferimento stabile per il territorio.
G. D.
































