Alessandria confiscati beni per 3 milioni nell’Operazione Game Over

Alessandria confiscati beni per 3 milioni nell’Operazione Game Over
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Si tratta della confisca di beni di natura preventiva più significativo effettuato nella provincia

 

Alessandria Operazione Game Over –  Il 15 aprile la Corte Suprema di Cassazione – Sesta Sezione Penale – ha confermato le misure di prevenzione della confisca dei beni e della Sorveglianza Speciale nei confronti di un 67enne, residente ad Alessandria effettuati nell’ambito dell’operazione “Game Over” condotta dalla Divisione Anticrimine della Questura di Alessandria, coordinati dal Direzione Centrale Anticrimine.

Già il 15 febbraio 2024, era avvenuta l’esecuzione del decreto di sequestro anticipato dei beni emesso dal Tribunale Misure di Prevenzione di Torino:

  • 12 immobili,
  • 12 società, con relativi compendi aziendali,
  • 2 ristoranti,
  • 3 locali notturni,
  • 20 rapporti bancari con complessivi 250.000 euro,
  • contanti per 500.000 euro,
  • 5 autovetture Bmw X1 e X4,

il tutto per un valore complessivo di oltre 3.000.000 euro.

Inoltre, nella stessa operazione venivano aggrediti i beni mobili ed immobili di altri due pregiudicati residenti in questo capoluogo, anch’essi gestori di locali notturni.

Anche qui, il 20 novembre la Corte Suprema di Cassazione – Sesta Sezione Penale ha confermato le misure di prevenzione della Sorveglianza Speciale della confisca dei beni:

  • 2 unità immobiliari (120.000 euro),
  • 8 rapporti bancari (saldi complessivi di 28.675,41 euro),
  • contanti (149.178 euro),
  • 3 società con relativi compendi aziendali (complessivo 101.100 euro),

per un valore dei beni complessivi 398.953,41 euro.

Nel frattempo, il 4 dicembre 2025, la Suprema Corte confermava la revoca della misura della Sorveglianza Speciale e confisca (due autovetture, alcuni conti correnti e due società per il calore di circa 200.000 euro) disposta in data 9 luglio 2025 dalla Corte d’Appello di Torino.

In particolare, due uomini erano gestori, attraverso diversi “prestanome”, di locali notturni, che da oltre vent’anni avevano ricavato ingenti somme di denaro provento dei reati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina, e intestazione fittizia di beni che gli hanno consentito un arricchimento, a fronte di una grande sperequazione tra i redditi denunciati, molto esigui, con grande disponibilità di denaro contante, frutto di tali attività illecite, in parte anche sequestrato (vedasi 385.000 euro rinvenuto in cassette di sicurezza, ed euro 108.500 sequestrati all’interno dell’abitazione), documentato dagli accertamenti bancari, utilizzato per acquistare appartamenti, ville, autovetture di lusso, nonché per effettuare viaggi, crociere e acquistare costosi capi di abbigliamento.

Tutte le attività investigative eseguite nei confronti di questi soggetti, da parte degli investigatori della Divisione Anticrimine che hanno svolto le indagini, hanno dato inizio all’indagine patrimoniale, attivata nel febbraio 2021, consapevoli che in precedenza i criminali erano stati più volte arrestati, ma mai erano stati colpiti nelle loro ricchezze provento delle attività delinquenziali.

L’indagine patrimoniale svolta ha avuto come scopo l’ablazione di tutti i beni in possesso dei tre gestori di locali notturni dal 2000 ad oggi (uno in questo capoluogo e gli altri due in provincia, teatro di numerose attività criminali).

Se nel 2014 la Squadra Mobile di Alessandria, dopo due anni di indagini, eseguì un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Alessandria nei confronti di 15 persone, tra cui i tre soggetti di cui sopra, per i reati di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di giovani ragazze dell’est da impiegare nei locali notturni, oltre che alla produzione e falsificazione di documenti (passaporti e visti d’ingresso), con l’attuale Operazione “Game Over” la Divisione Anticrimine chiude il cerchio con la confisca di tutti i beni in loro possesso, provento di tale attività delittuose.

Rimane salva la presunzione di innocenza di tutti gli indagati fino alla condanna definitiva.

 

G. D.

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