Sanremo, 32enne colto in flagranza per incendio boschivo doloso

Arrestato dai carabinieri Forestali nella notte tra giovedì e venerdì
Sanremo incendio doloso – Con la stagione calda gli operatori del Nucleo Carabinieri forestale di Sanremo sono in allerta nel contrasto agli incendi boschivi. In questo ambito, nella notte fra l’11 e il 12 giugno, dopo un lungo appostamento notturno, hanno arrestato un sanremese di 32 anni.
Il giovane è stato colto in flagranza mentre cercava, con l’ausilio di un comune accendino, di provocare un incendio ai boschi intorno alla frazione di Verezzo, già duramente colpita nell’agosto del 2023 da un gravissimo rogo, che aveva mandato in fumo oltre 300 ettari di bosco e macchia mediterranea, arrivando a lambire l’abitato di Ceriana e mettendo a rischio diverse abitazioni.
Grazie alla prontezza dei Forestali, le fiamme sono state spente immediatamente, limitando i danni a una piccola superficie.
L’indagine è partita dalla segnalazione dei cittadini della frazione di Verezzo, allarmati dall’aver rinvenuto alcuni principi d’incendio a margine di via Pian dei Bosi, ed è stata frutto anche della sinergia con un’altra prestigiosa realtà matuziana, i Rangers d’Italia, che hanno raccolto l’informazione iniziale.
Da lì è partita l’attività di osservazione e pedinamento condotta in modo mirato dai militari ha permesso di cogliere in flagranza l’uomo, visto distintamente, mentre appiccava deliberatamente e in rapida successione due focolai sulla scarpata sovrastante la sede stradale, caratterizzata da forte acclività e fitta vegetazione.
Il 32enne è stato bloccato dopo un breve inseguimento, rinvenendo e ponendo sotto sequestro l’accendino utilizzato per l’innesco.
Per lui sono scattate le manette: su disposizione del P.M. di turno è stato arrestato in flagranza per il delitto di incendio boschivo doloso, reato per il quale le recenti riforme normative hanno alzato da sei a dieci anni di reclusione. Nell’udienza di convalida dell’arresto il Giudice ha ravvisato stringenti esigenze cautelari di tutela della collettività, sottolineando l’evidente “professionalità nel reato” dimostrata dall’indagato, palesata dall’attenta individuazione di un’area ad alta concentrazione di vegetazione e dalla rapida successione delle accensioni volte ad ampliare il fronte incendiario, elementi che hanno reso evidente il pericolo di reiterazione, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza cristallizzati negli atti di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri Forestali.
Rimane salva la presunzione di innocenza per l’indagato, considerato non colpevole sino a eventuale sentenza di condanna definitiva.
G. D.

































