Teneva illegalmente animali pericolosi per la salute, denunciato

Rischia l’arresto da sei mesi a un anno e l’ammenda da 20.000 a 200.000 euro
Teneva animali pericolosi – I militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale – Nipaaf di Cuneo, trovavano un esemplare di tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) illegalmente detenuta da un cittadino del cuneese.
Il fatto parte da una perquisizione e sequestro, su delega della Procura di Cuneo, eseguita presso l’abitazione del soggetto, finalizzata al sequestro di undici tartarughe (testudo hermanni) e un gufo reale.
In particolare, le tartarughe risultavano detenute in assenza della prevista documentazione Cites (Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione) e di microchip contravvenendo a quanto previsto.
Il gufo, invece, veniva rinvenuto legato con una catena ad un pilastro dell’abitazione e dunque in condizioni incompatibili con le caratteristiche dell’animale in violazione.
Durante le perquisizioni, i militari rinvenivano all’interno dell’abitazione, una tartaruga azzannatrice e un gatto del bengala. Non potendo considerare tali animali come domestici, in quanto inseriti nell’elenco delle specie di animali pericolosi per l’incolumità pubblica e di cui è vietata la detenzione, i militari procedevano al sequestro d’iniziativa affidando gli animali al personale del Centro Recupero Animali Selvatici.
Infatti, la tartaruga azzannatrice è dotata di una mandibola particolarmente potente, in grado di staccare le dita della mano di una persona con uno dei suoi morsi. Quanto al gatto del bengala, si tratta di un felino ibridato derivante dall’incrocio tra gatto domestico e leopardo asiatico per il quale è consentita la detenzione esclusivamente per gli esemplari successivi alla terza generazione.
<<In relazione al presente procedimento penale, si tiene a precisare che le indagini sono in corso di sviluppo, potendo emergere in futuro elementi di segno contrario rispetto a quelli sino ad ora raccolti, a favore quindi degli indagati, da presumersi innocente sino a quando non sia pronunciata sentenza di condanna definitiva – informano dal Comando -.
Tale evento, al momento unico nella provincia di Cuneo, rappresenta un’occasione importante per sensibilizzare i cittadini oltre che sul rispetto della normativa in materia di divieto di detenzione di specie pericolose, anche relativamente ai sempre più frequenti episodi di rinvenimento di esemplari appartenenti a specie piuttosto diffuse sul nostro territorio come la Testudo graeca, testudo hermanni e testudo marginata.
Proprio in relazione a tali ultimi eventi, si raccomanda alla cittadinanza di non toccare o trasportare tali animali, ma di segnalarne il rinvenimento agli enti preposti, soprattutto nei casi in cui gli esemplari si trovino nei pressi della sede stradale o in situazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per l’incolumità pubblica.
Infatti – concludono -, la detenzione dei citati esemplari, priva della necessaria documentazione, determina la denuncia penale del detentore con sanzioni quali l’arresto da sei mesi a un anno e l’ammenda da euro 20.000 ad euro 200.000>>.
G. D.

































