Gestione illecita dei rifiuti, sequestrata discarica abusiva a Ventimiglia – VIDEO

Denunciati sette responsabili dalla Guardia di Finanza
Discarica abusiva Ventimiglia
Discarica abusiva Ventimiglia – Le Fiamme Gialle del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Genova hanno svolto una attività investigativa che ha consentito di individuare e interrompere un articolato sistema di gestione illecita dei rifiuti attivo nel Comune di Ventimiglia in via Peglia, tra il fiume Roja e la linea ferroviaria.
Dopo una ricognizione condotta dalla Sezione Aerea di Genova, con elicotteri MH 169, dotati di sistemi di osservazione e telerilevamento, è stata individuata un’area utilizzata quale discarica abusiva.

Sono anche intervenuti i militari della dipendente Sezione Operativa Navale di Imperia, per lo sviluppo delle indagini, d’intesa con il locale Comando Provinciale del Corpo.
Con il coordinamento della Procura della Repubblica di Imperia, è stata accertata un’area misurante non meno di 2000 metri quadrati, nella disponibilità, allo stato delle indagini, di una società di diritto monegasco e di una ditta individuale italiana operante nel settore delle costruzioni.
L’area veniva utilizzata per il deposito incontrollato di quasi 500 metri cubi di rifiuti, costituiti prevalentemente da materiali provenienti da demolizioni, materiali ferrosi, oli esausti e ulteriori scarti gestiti in assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa ambientale.

È stata così ricostruita una filiera illecita caratterizzata dal trasporto di rifiuti anche dal territorio francese verso l’Italia, dal loro stoccaggio nell’area sequestrata, da ripetuti episodi di combustione sul posto e dall’abbandono di parte dei materiali all’interno dei contenitori destinati alla raccolta urbana, condotte che hanno determinato un grave pregiudizio per l’ambiente e per la salute pubblica.
Durante le operazioni, i militari hanno eseguito il sequestro probatorio dell’area, dei mezzi impiegati per la movimentazione dei rifiuti e di ulteriori beni di interesse investigativo.
Il Gip, su richiesta della Procura della Repubblica imperiese, ha quindi disposto il sequestro preventivo del sito, per impedire la prosecuzione delle condotte illecite e l’aggravamento del danno ambientale.
È intervenuta anche l’Arpal che, a seguito dei sopralluoghi e dei campionamenti eseguiti, ha accertato la presenza di materiali contenenti amianto, confermando l’elevata pericolosità ambientale del deposito abusivo.

Sono pertanto partite due comunicazioni di notizia di reato, ipotizzando il coinvolgimento di sette persone fisiche – tre cittadini italiani, un cittadino con doppia nazionalità italiana e monegasca, due cittadini rumeni e un cittadino nigeriano – nonché di due soggetti giuridici, costituiti dalla ditta individuale italiana e dalla società monegasca.
Agli indagati vengono contestati i reati di abbandono e gestione illecita di rifiuti, combustione illecita di rifiuti, spedizione transfrontaliera illecita di rifiuti, violazioni della disciplina relativa alla movimentazione transfrontaliera dei rifiuti e attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, oltre ulteriori violazioni connesse.
Le indagini proseguono per individuare altre possibili responsabilità, ricostruire integralmente la filiera dei rifiuti e quantificare i profitti illecitamente conseguiti.
Rimane salva la presunzione di innocenza per tutti gli indagati.
G. D.

































