Sequestrata testa di coccodrillo all’aeroporto di Caselle Torinese

Operazione dei Finanzieri di Torino, con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Sequestrata testa di coccodrillo – Le “antenne” degli operatori che si occupano delle attività di vigilanza e contrasto riguardanti il commercio di specie protette e in via di estinzione, rientranti nell’alveo della Convenzione di Washington (Cites), sono sempre altre, specie durante il periodo estivo, atteso il maggior flusso di passeggeri provenienti da località “esotiche”.
A questo proposito è stato intercettato un passeggero italiano proveniente da Miami (Stati Uniti) via Istanbul (Turchia). L’accurata ispezione dei bagagli del soggetto ha permesso di rinvenire la testa di un coccodrillo, appartenente alla specie “Crocodylia spp”, inserita tra quelle in via di estinzione e tutelata dalla Cites.

La testa del rettile era stata essiccata ed avvolta all’interno di comune carta da pacchi, così da riuscire ad eludere i controlli nel Paese di partenza. Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e il passeggero denunciato a piede libero per aver importato un esemplare appartenente ad una specie protetta, senza il previsto certificato o licenza, omettendo di osservare le prescrizioni previste dalla legge.
Per l’uomo, la condotta contestata è punita con l’ammenda da 20.000 euro a 200.000 euro o con l’arresto da sei mesi ad un anno.
<<L’attività di sequestro esperita testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli all’interno degli spazi doganali in materia di commercio internazionale degli specimen tutelati dalla Convenzione Cites, nel rispetto delle prescrizioni di cui alla Legge in argomento – informano dal Comando -.
Il risultato conseguito conferma la sinergia interistituzionale sancita con il Protocollo d’Intesa stipulato tra la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che mira a rafforzare la cooperazione operativa negli spazi aeroportuali>>.
Si precisa che, nel rigoroso rispetto della “Legge Cartabia” (D.Lgs. 188/2021) e del principio della presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’emissione di una sentenza definitiva.
G. D.
































