Codacons regolarizzare il più antico mestiere del mondo, in Italia vale 4,7 miliardi di euro

Codacons regolarizzare il più antico mestiere del mondo, in Italia vale 4,7 miliardi di euro
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Riaprire dibattito su regolarizzazione sex workers per contrastare criminalità e legalizzare il settore, salute compresa

In una fase dove l’economia ristagna, affondata da una pandemia che non conosce fine, arriva una proposta non nuova ma che ogni salta fuori. Questa volta se ne fa portavoce il Codacons, una delle più importanti associazioni di consumatori, sempre attento ai bilanci delle famiglie e dello Stato.

Un giro d’affari di quasi 5 miliardi di euro andrebbe analizzato con attenzione, è un settore dell’economia che non conosce crisi, tantopiù in mano alla malavita e alla malasalute.

<<In base agli ultimi dati sull’economia sommersa e illegale forniti oggi dall’Istat – afferma l’associazione dei consumatori Codacons – la prostituzione ha generato nel 2018 consumi pari a 4,7 miliardi di euro, con una crescita del +6,8% rispetto al 2011. Lo afferma il Codacons, analizzando i numeri diffusi oggi dall’istituto di statistica.

Questo significa che nel 2018 ogni famiglia ha speso in media 180 euro per consumi legati al settore della prostituzione, un comparto che non conosce crisi e il cui giro d’affari è in costante crescita – spiega il Codacons – I dati Istat ci dicono infatti che il valore aggiunto della prostituzione ha raggiunto quota 4 miliardi di euro nel 2018 (contro i 3,7 del 2011) mentre la spesa per consumi finali delle famiglie in tale settore è passata dai 4,4 miliardi di euro del 2011 ai 4,7 del 2018.

Di fronte a questi dati riteniamo indispensabile riaprire in Italia il dibattito sulla regolarizzazione dei “sex workers”, settore in larga parte in mano alla criminalità organizzata – commenta il presidente Carlo Rienzi.

Oggi la prostituzione nel nostro paese si basa su sfruttamento e illegalità, mentre si potrebbero seguire i modelli adottati da altri stati europei (come Paesi Bassi, Germania, Austria, ecc.), dove la prostituzione è legalizzata e chi lavora nel comparto – conclude Rienzi – è tutelato sotto ogni punto di vista e paga regolarmente le tasse, con benefici anche per le casse pubbliche e il Pil>>.

 

G. D.

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