Maradona, grande calciatore che vinse l’unico mondiale con un goal di pugno

Maradona, grande calciatore che vinse l’unico mondiale con un goal di pugno
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Era il 22 giugno, quarti di finale del Mondiale 1986

Di Maradona dopo il decesso, avvenuto il 25 novembre, è già stato detto e scritto tanto, soprattutto dei suoi eccessi, dei suoi “esempi” e di una vita privata che non dovrebbe riguardare. E’ stato un campione di calcio, tutto il resto è affare suo e di chi gli stava vicino.

La nostra vita è disseminata di personaggi che hanno fatto la storia dello sport, della musica, dello spettacolo, conducendo esistenze sempre al limite e poi distrutte in tragedie, suicidi, scomparse improvvise, dai tristi e spesso ignoti contorni.

Il popolo argentino e napoletano sceso in piazza in questi giorni (su mascherine e assembramenti lascio il giudizio alle autorità, le stesse che magari sanzionano con chiusure esercizi commerciali o cittadini con 400 euro), lo fa per le emozioni e i sentimenti provati quando il calciatore si esibiva sul rettangolo di gioco. Così come di fronte al grande chitarrista in assolo al concerto, davanti a centomila fans in delirio, poco gli importa se l’uomo prima di salire sul palco si sia drogato o se ha bevuto mezza bottiglia di scotch.

Moralisti e appassionati sociologi depositino le asce di guerra, Maradona ha saputo deliziare i palati fini del calcio, con una classe che pochi hanno avuto, hanno o avranno.

Ma… sì, c’è un ma.

E’ unanime fra gli addetti ai lavori che egli sia il più grande giocatore di tutti i tempi, quando già è difficile confrontare epoche diverse, stili di gioco diversi, squadre diverse, compagni diversi.

No, non sono d’accordo.

Era il 22 giugno 1986, Stadio Azteca di Città del Messico, sesto minuto del secondo tempo di Argentina – Inghilterra per i quarti di finale del Mondiale 1986, quando Maradona (1,65 centimetri) salta a fianco del portiere Shilton (1,85 centimetri) e di pugno, sotto gli occhi del mondo, smuove lo 0 a 0 segnando un finto goal che l’arbitro tunisino Ali Bin Nasser convalidò con la compiacenza del guardialinee bulgaro Bogdan Dochev.

Per la cronaca la partita finì 2 a 1 per l’Argentina con un magistrale secondo goal di Maradona. Poi il mondiale dei sudamericani proseguì con le vittorie sul Belgio in semifinale e Germania in finale. Fu l’unico mondiale vinto da Maradona, grazie a quella mano.

Mano che lui stesso giustificò di “Dios”, così venne accettata e osannata da tutto il mondo sportivo (Inghilterra esclusa!) come un fatto mistico: lo sdoganamento miracoloso di quella che si dovrebbe definire “una porcata”.

Uno dei grandi, mai il più grande!

 

G. D.

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