Quando la politica sconfina: da Pucci a Pirlo

Quando la politica sconfina: da Pucci a Pirlo
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Spettacolo e sport invasi dalla politica politicante

 

Quando la politica sconfina  – Tra di loro li lega il nome e la regione di nascita, Andrea e Lombardia, per l’età sono distanti, uno 60 l’altro 47. Sulla professione entrambi hanno dimestichezza col grande pubblico: spettacolo comico il primo, giocatore e poi allenatore di calcio il secondo.

Sono Andrea Baccan, meglio conosciuto come Pucci, e Andrea Pirlo. Due grandi personaggi nel proprio campo, dove hanno saputo creare una carriera invidiabile e di successo, ma entrambi “segati” dalla politica politicante.

Sì, quella invasiva, quella di cui ti chiedi quale sia il compito di certi parlamentari e se non ci sia di meglio occuparsi nel mandato elettorale firmato con gli elettori.

Pucci è stato “costretto” a rinunciare alla co-conduzione all’ultimo Festival di Sanremo perché nella sua comicità ritenuto autore di battute omofobe e volgari.

Pirlo, attualmente allenatore a Dubai, è stato tagliato dall’incarico di commissario tecnico della nazionale italiana di calcio, oggi avrebbe firmato l’accordo, perché ha un contratto di sponsorizzazione con una società di scommesse sportive russa.

Seguo Pucci dai tempi di Colorado e dalle infinite comparsate sulle Tv di Stato e private, tanto che nell’agosto 2025 l’ho visto all’Ariston di Sanremo. Non mi ha mai scandalizzato e lo trovo un animale da palcoscenico che affronta qualunque argomento di vita vissuta con grande ironia, senza alcuna ipocrita condizione.

Ipocrisia ancor più evidente nel caso di Pirlo che sponsorizza una azienda, il cui contratto deve già essere stato vagliato dai tavoli sulle rigide sanzioni verso la Russia.

Peraltro, non ricordo indignazione per i tennisti russi che in forma anonima, non con i colori del proprio paese, partecipano da anni ai ricchissimi tornei mondiali.

Il prezioso tempo di questa invasione, da qualcuno definita “politicamente corretta”, che appartiene all’intero emiciclo parlamentare, sarebbe meglio dedicarla al proprio mandato ed ai cittadini del proprio collegio elettorale.

Spettatori e sportivi, secondo i casi Pucci-Pirlo, sono forse più scandalizzati dai compensi che la Rai concede ai propri ospiti e dalla qualità di certe trasmissioni; così come si interrogano sulla tremenda guerra che dal 2014 (2014!) coinvolge Russia e Ucraina ed il conseguente sperpero di denaro italiano che i maggiori partiti nazionali hanno avallato e avallano.

Nel frattempo, Pucci solca i teatri e Pirlo allena negli Emirati, seguiti dai propri ammiratori.

 

G. D.

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