Ospedali e Pronto soccorso liguri, ne ha parlato il presidente Toti in consiglio regionale

Ospedali e Pronto soccorso liguri, ne ha parlato il presidente Toti in consiglio regionale
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In occasione della seconda seduta è stato presentato il programma di governo


Le richieste dell’opposizione


 

Per quanto riguarda ospedali e pronto soccorso:

Ospedali

Per quanto riguarda gli ospedali Toti ha ricordato il piano incrementale attivato per i nosocomi.

“Si tratta di un piano di Fase 4 – ha spiegato il governatore Giovanni Toti – che porta ad aumentare i posti letto, oggi aggiornato alla luce della malattia. Abbiamo 1.200 ricoverati, soprattutto sull’area metropolitana e solo 50 terapie intensive aperte. Facendo un paragone con il picco dello scorso aprile quando avevamo 1.400 ricoverati e le terapie intensive occupate arrivavano a 200, si capisce che siamo ben lontani da quei numeri. Anche se l’allargamento della pandemia ci ha indotto ad un aumento dei posti letto ospedalieri. Per questo stiamo chiedendo uno sforzo alla nostra sanità, quello di raggiungere i 2000 posti letto in Liguria”.

Per far fronte all’emergenza Toti ha ricordato di avere potenziato le squadre territoriali in tutte le Asl secondo un piano condiviso con il governo. “Squadre che di fronte alla pandemia non sono però sufficienti – ha detto Toti – per questo abbiamo incrementato il tracciamento attraverso l’apertura dei ‘drive through’ e ‘walk trough’ che hanno fatto scaturire un accordo con i medici di medicina generale, cosa che non era accaduta a marzo. Oggi ci auguriamo quindi che la potente macchina dei medici di famiglia, questa sì molto diffusa, possa venire in parziale soccorso alla pressione ospedaliera, a cui abbiamo dato una ulteriore risposta attraverso l’attivazione di 13 Residenze Covid, divise in proporzione agli abitanti delle Asl”.

“Strutture – ha continuato il presidente – che servono a garantire ai nostri reparti ospedalieri un turn over sufficiente. Il vero problema, che è di tutto il Paese, è dato dall’impossibilità di avere tutte le professionalità che ci servirebbero per rispondere alla crisi. Ci servono medici e infermieri, come servono in tutta Italia, ma per formare un medico servono anni su questo il nostro Paese deve riflettere anche dopo la fine dell’emergenza. Un tema delicato quello del personal e delle regole di ingaggio, su cui non si può banalizzare”.

“Spero che da questa emergenza si impari qualcosa – ha concluso Toti –  non solo per quanto riguarda nuovi criteri sanitari di cura, ma di organizzazione della sanità territoriale, a partire dalla collaborazione con i medici di medicina generale con cui abbiamo siglato un accordo  per la presa in carico dei pazienti Covid e poi la realizzazione di nuove case della salute, insieme al piano di edilizia ospedaliera che comprende il nuovo  pronto soccorso del Policlinico San Martino, il nuovo ospedale della Spezia e l’ospedale di Vallata nel ponente della città di Genova”.

 

Pronto soccorso

“Nei pronto soccorso – ha chiarito Toti – ci sono molti malati in questi giorni, come è stato più volte detto. Ma questo deriva dal fatto che non abbiamo mai mandato a casa nessuno. Di questo siamo orgogliosi, tutti hanno avuto l’appropriatezza della cura. Sia nella prima che nella seconda ondata di Covid. Siamo la prima regione per numero di terapie intensive spendibili in caso di emergenza. Nessuno veramente poteva aspettarsi un’ondata di queste dimensioni e così diversa dalla passata. Tutte le nostre strutture sanitarie stanno lavorando per assumere personale di ogni genere e di ogni tipo. Ad esempio si chiuderà il corso di laurea in scienze infermieristiche nel mese di novembre e di qui a 3 settimane, circa 180 infermieri potranno entrare in attività. Ne avremmo bisogno di più, ma questa è la disponibilità al momento”.

Il presidente ha proposto di incontrare l’ufficio di presidenza del consiglio e i capi delegazione, nel reciproco carico di ruoli, per portare avanti una strategia comune di fronte alla crisi Covid.

 

G. D.