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Allarme alla nuova diga foranea per un ordigno bellico di 230 kg

Allarme alla nuova diga foranea per un ordigno bellico di 230 kg
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Trovato sul cassone prospicente il bacino di Sampierdarena: varchi aperti e viabilità invariata

 

Allarme ordigno in porto – L’Autority conferma che non ci sarà nessuna evacuazione dei terminal né chiusura dei varchi portuali dopo il ritrovamento odierno di una grossa bomba.

Il porto di Genova mantiene la propria piena operatività dopo il rinvenimento, nella mattinata di oggi, di un ordigno bellico della Seconda guerra mondiale, del peso di circa 500 libbre (230 kg), sulla sommità del cassone C32 della nuova diga foranea in costruzione.

Allo stato attuale, non sono previste evacuazioni dei terminal portuali né chiusure dei varchi e la viabilità portuale resta invariata. L’attività dello scalo prosegue quindi regolarmente, senza modifiche alla circolazione nelle aree a terra.

Per quanto riguarda lo specchio acqueo, la Capitaneria di Porto ha emanato un’ordinanza che dispone, fino all’avvenuta bonifica, l’interdizione delle attività entro un raggio di 400 metri dal punto del ritrovamento. Nell’area sono sospese le lavorazioni e sono vietate le attività a mare e sui manufatti presenti, fatta eccezione per il personale e i mezzi impegnati nelle operazioni di bonifica e messa in sicurezza, nonché per quelli impiegati nelle attività di polizia e soccorso.

Le attività sono seguite in stretto coordinamento dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, dalla Prefettura, dalla Capitaneria di Porto, dalla Struttura commissariale per la ricostruzione di Genova e dalle forze di polizia. Sono previste le operazioni di verifica e messa in sicurezza dell’ordigno da parte degli specialisti dell’Esercito, in coordinamento con la Marina Militare – nucleo Sdai.

«Il porto mantiene la sua piena operatività. Il rischio di chiusura del canale di accesso e di una eventuale interdizione di alcuni terminal portuali è stato evitato. Adesso, insieme agli organi inquirenti, alle forze di polizia e alla Prefettura, dovrà essere chiarito come sia stato possibile che un residuato bellico della Seconda guerra mondiale sia stato rinvenuto sul cassone C32 della nuova diga di Genova in costruzione – dichiara il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli -.

Ogni valutazione sulle modalità di rimozione e bonifica dell’ordigno sarà effettuata con gli artificieri e la Prefettura. Ci saranno dei disagi, ma saranno limitati alle attività necessarie per la rimozione e la bonifica. Voglio ringraziare la Capitaneria di Porto, la Prefettura, gli artificieri, la Struttura commissariale e tutte le forze di polizia per la tempestività e l’attenzione con cui è stata gestita l’emergenza. L’attività portuale può dirsi non compromessa da questo spiacevole e imprevedibile evento».

Resta il mistero di come la grossa bomba potesse trovarsi lì.

 

G. D.

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