No alla cava di titanio sul Tarinè di Sassello da parte della Regione Liguria

No alla cava di titanio sul Tarinè di Sassello da parte della Regione Liguria
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Il consiglio regionale di oggi boccia la miniera

Su questo argomento sono state presentate due interrogazioni: una da Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente) e sottoscritta dagli altri colleghi del gruppo, un’altra da Gianni Pastorino (Linea Condivisa).

Questo quanto risulta dalla seduta del consiglio regionali di oggi alle cui interrogazioni hanno risposti gli assessori Marco Scajola e Alessandro Piana.

Candia ha ricordato che il patrimonio geologico del parco del Beigua è protetto e tutelato dall’Unesco, pertanto l’attività estrattiva è vietata e che nel 2015 la Regione aveva dichiarato inammissibile la richiesta di autorizzazione per la ricerca di minerali sull’area del Tariné, da parte della Compagnia Europea per il Titanio. Tuttavia alcuni quotidiani hanno riportato la notizia che la Compagnia avrebbe avanzato una nuova proposta alla Regione. Il consigliere ha chiesto se questo corrisponda al vero e quali iniziative intende intraprendere.

Pastorino ha chiesto alla giunta se intende continuare a difendere il Parco da iniziative estrattive, come la Regione ha sempre fatto negli anni addietro. Il consigliere ha rilevato che il Gruppo Montuoso del Beigua è riconosciuto come Geoparco mondiale dal 2005 e dal 2015 gli è stato attribuito il riconoscimento “Unesco Global Geopark”. Il consigliere ha ricordato di avere posto il tema, con una nota del 3 novembre scorso al presidente Toti, all’assessore alla Difesa del suolo, Ambiente e Tutela del Territorio, e all’assessore ai Parchi, ma di non avere ricevuto finora risposte.

Marco Scajola, assessore al Demanio, ha dichiarato che nell’agosto scorso la Società Compagnia Europea per Il Titanio Cet ha presentato istanza alla Regione Liguria, per il rilascio del permesso di ricerca per minerali solidi e che l’istanza, attuale, a differenza di quella del 2015, «tratterebbe di un’attività di ricerca senza prelievi di minerali ed interventi sul territorio, escludendo sul momento l’attivazione di una procedura di Via, che, paradossalmente, si renderebbe però inevitabile nel momento in cui l’indagine desse esito positivo e richiedesse interventi più invasivi di ricerca del minerale, riportando agli esiti negativi già espressi dal provvedimento di VIA del 2015». L’assessore ha aggiunto che l’istanza per il permesso di ricerca deve essere presentata al Suap competente per l’attivazione della Conferenza di servizi. «Allo stato attuale – ha concluso – non è comunque in atto ad alcun procedimento rivolto alla Regione alla trattazione dell’istanza in questione e non risultano progetti in merito».

L’assessore ai parchi Alessandro Piana ha ricordato che le Misure di conservazione delle Zone Speciali di Conservazione (Zsc), come quella in questione, riportano tra gli interventi e attività non ammesse l’apertura di nuove cave e miniere, compresa l’effettuazione di sondaggi a scopo minerario. «Sarà, dunque, nostra intenzione – ha concluso – procedere nell’evitare aperture di cave».

 

G. D.