Nuovo decreto. Regioni e Governo sempre più distanti, queste le richieste della Conferenza delle Regioni

Nuovo decreto. Regioni e Governo sempre più distanti, queste le richieste della Conferenza delle Regioni
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Ne parlano i presidenti Giovanni Toti e Stefano Bonaccini

<<Chiediamo – spiega il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – al Governo di rivedere attentamente le richieste che le Regioni avevano inviato a firma del presidente Stefano Bonaccini (Regione Emilia Romagna n.d.r.) appena letta la bozza nel nuovo Dpcm, per rivalutarlo sulla base di queste proposte che purtroppo sono rimaste inascoltate.

  • Ristoranti aperti fino alle ore 23 con servizio al tavolo.
  • Rivalutare la chiusura di palestre, piscine, cinema e teatri, che hanno registrato pochissimi contagi, sulla base dei dati epidemiologici.
  • Ristoro immediato e concreto per le attività che hanno subito chiusure o limitazioni.
  • Tamponi (molecolari o antigenici) solo ai sintomatici e ai contatti stretti per ridurre la pressione su laboratori e Asl in questo momento di emergenza.

Queste erano le nostre principali richieste e lo sono ancora adesso.

Ci sono attività che in questi mesi hanno fatto un gigantesco lavoro per adeguarsi alle nuove regole per la sicurezza e nonostante questo oggi si ritrovano di nuovo chiuse. E dopo la prima fase dell’emergenza, con aiuti lenti, a singhiozzo e che in alcuni casi non sono proprio arrivati, i cittadini si aspettano risposte veloci altrimenti continueranno ad avere sfiducia completa nel sistema e nella sua capacità di reazione.

Il Governo ci ascolti – conclude Toti – e ripensi ad alcune misure contenute nel decreto: a pagare il prezzo più alto non possono essere sempre le stesse categorie>>.

<<Il Dpcm – conferma il presidente Bonaccini – contiene molte nuove restrizioni, alcune delle quali forse non pienamente coerenti tra loro. Sulle modalità di alcune chiusure ritengo non vi sia stato sufficiente ascolto delle proposte che abbiamo avanzato come Regioni, ma lo ripeto: è il momento dell’unità e non aggiungo le mie considerazioni, che ora sarebbero inutili e fonti solo di altrettanto inutili polemiche.

Sottolineo invece la necessità che a provvedimenti restrittivi facciano seguito controlli rigorosi: è importante che tutti comprendano l’importanza del rispetto delle regole e il prezzo che l’irresponsabilità di alcuni può far pagare a tutti. Nella giornata di domani, peraltro, valuterò con la mia Giunta l’impatto dei provvedimenti e l’opportunità di assumere alcune, circostanziate misure, per la parte che ci compete.

È infine altrettanto importante che le categorie maggiormente colpite dai provvedimenti restrittivi trovino risposte economiche adeguate e tempestive, come annunciato dal Governo, altrimenti non potranno resistere, stremate come sono da mesi di blocco e poi di parziale e difficile ripresa. Penso ad esempio ai ristoratori e ai gestori di pubblici esercizi, di discoteche e sale da ballo, di palestre e piscine, di società sportive o di attività ricreative, di intrattenimento, di eventi.

Penso al mondo della cultura, in crisi drammatica. Sono attività – conclude – molto importanti per le nostre comunità e soprattutto è lavoro. Troppi professionisti, esercenti o artisti sono a reddito zero, o quasi, da molti mesi>>.

 

G. D.

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