Tpl Linea Savona non può soddisfare le richieste dei sindacati

Tpl Linea Savona non può soddisfare le richieste dei sindacati
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Le oo.ss. premono per nuove assunzioni che l’azienda non si può permettere, per ora bastino “Servizio e stipendi garantiti”

Continua il braccio di ferro tra Tpl Linea Savona e sindacati sulla gestione del personale con diversi scioperi che hanno creato notevoli disagi tra l’utenza specie in questa continua pandemia dove i trasporti rappresentano una delle priorità.

<<Il piano consistente di nuove assunzioni è ad ora impossibile per le conseguenze economiche della pandemia – affermano la presidente Simona Sacone (nella foto) e il direttore generale Giovanni Ferrari Barusso -.

Il servizio di trasporto pubblico locale nel savonese è garantito e non ci saranno ripercussioni di sorta per l’utenza, che potrà contare sulla consueta offerta di corse e linee. Nessuna modifica delle attuali condizioni di lavoro per i nostri dipendenti, così come massima tutela per gli stipendi.

Tpl Linea ha semplicemente presentato alle sigle sindacali le oggettive difficoltà economico-finanziarie legate all’emergenza pandemica – spiegano i vertici della società Tpl Linea Savona – e alla situazione sanitaria legata al Covid che si trascina ormai da quasi due anni. Una criticità che ha colpito e continua a colpire tutte le aziende del settore.

L’azienda di trasporto savonese ha informato le rappresentanze sindacali di tale situazione per fare comprendere l’impossibilità di realizzare un consistente numero di nuove assunzioni richieste dai sindacati, un piano che ad ora non è realizzabile proprio per il contesto pandemico che incide in maniera pesante, e vario livello, sulle casse aziendali.

Inoltre, ricordiamo come Tpl Linea ha già stanziato 500 mila euro per i lavoratori in merito alle richieste avanzate nei mesi scorsi di integrazioni reddituali pregresse, senza contare la progressiva stabilizzazione del personale in alcuni settori aziendali che si è concretizzata lo scorso anno.

Restiamo aperti al dialogo e al confronto – concludono Sacone e Barusso -, con la speranza che contributi ministeriali e fondi Pnrr per la mobilità sostenibile siano a disposizione quanto prima>>.

Una situazione che richiede buon senso e responsabilità da parte di tutte le parti in causa.

 

G. D.