Gaslini salvati due bambini da Atrofia Muscolare Spinale e Immunodeficienze

Gaslini salvati due bambini da Atrofia Muscolare Spinale e Immunodeficienze
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Grazie al Programma pilota di screening neonatale dell’ospedale

Gaslini Genova

– Partito il progetto nel settembre 2021, che ha coinvolto l’intera regione, sono stati individuati cinque profili patologici in età neonatale. Le cure d’urgenza hanno permesso non solo di migliorare la qualità di vita dei pazienti ma anche di garantirne la sopravvivenza

<<Aumentare l’aspettativa di vita e massimizzare gli esiti della terapia: l’identificazione precoce dell’Atrofia Muscolare Spinale (Sma) e delle Immunodeficienze Combinate Gravi (Scid) può contribuire in maniera determinante sulla qualità di vita dei pazienti se effettuata in età neonatale – spiegano dal Gaslini ->>.

I dati che confermano l’importanza di svolgere uno screening ad hoc sono stati presentati presso l’Ospedale pediatrico ligure grazie al contributo di Novartis Gene Therapies.

Gaslini 1 salvati due bambini da Atrofia Muscolare Spinale

«Siamo molto orgogliosi dei risultati ottenuti in questi due anni di attività – ha commentato Renato Botti, direttore generale dell’Irccs G. Gaslini –. L’identificazione precoce di queste patologie è fondamentale per poter intervenire tempestivamente e spesso può fare la differenza sull’esito della terapia. Auspichiamo che questo percorso possa diventare presto operativo a livello regionale. Inoltre, il nostro Labsiem è già pronto a nuove sfide: il programma di screening combinato per Sma-Scid vuole essere un “apripista” ad altri progetti attualmente in corso nel laboratorio, nell’ambito di screening genomico di altre malattie rare in attesa dell’approvazione del documento ministeriale sui Lea».

«Si tratta del primo esempio a livello nazionale di screening combinato per Sma-Scid; un test multiplex che, tramite il prelevamento di una goccia di sangue dal tallone dei neonati, permette di individuare fin dai primi giorni di vita entrambe le rare patologie, gravi ma potenzialmente curabili, se prese in tempo. Questi progetti trasformano sogni in realtà: possiamo intervenire e cambiare il corso della vita di questi bambini. L’identificazione tempestiva di entrambe le patologie non solo permette di migliorarne la qualità di vita, ma anche di garantirne la sopravvivenza» spiega il professor Mohamad Maghnie, responsabile della Clinica Pediatrica ed Endocrinologia dell’Istituto G. Gaslini e Università di Genova, al quale la settimana scorsa la Siedp (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) ha conferito il premio Emanuele Cacciari alla carriera.

Gaslini 3 salvati due bambini da Atrofia Muscolare Spinale

«Ancora una volta il Gaslini conferma la straordinaria capacità, attraverso il mondo della ricerca, di fornire risposte importanti anche per patologie non così frequenti, ma estremamente gravi. Regione Liguria è sempre al fianco di tutte le iniziative che il Gaslini porta avanti perché fermamente convinta del ruolo che questo Istituto ricopre non solo nell’ambito del servizio sanitario regionale ma anche nella risposta al trattamento delle patologie pediatriche per tutto il Paese, e non solo» ha commentato l’assessore alla Sanità di Regione Liguria Angelo Gratarola.

L’esame, offerto gratuitamente all’intera popolazione neonatale della Liguria, prevede una collaborazione di tipo multidisciplinare oltre che all’interno dell’Irccs G. Gaslini anche con la Regione Liguria ed i nove Centri Nascita liguri. L’esecuzione del test ha sede presso il Laboratorio degli Errori Congeniti del Metabolismo (Labsiem)/Centro di Screening Neonatale della Uoc Clinica Pediatrica e Endocrinologia dell’Irccs Gaslini, in collaborazione con la Uoc Genetica Medica.

Sma e Scid: cosa sono?

L’Atrofia Muscolare Spinale (Sma) è una malattia neurodegenerativa, caratterizzata da degenerazione dei motoneuroni del midollo spinale e atrofia muscolare. Sulla base dell’età d’esordio della malattia e della gravità dei sintomi, sono state distinte cinque diverse varianti di atrofia muscolare spinale.

Le Immunodeficienze Combinate Gravi (Scid) sono un gruppo di immunodeficienze primitive mendeliane, con un grave deficit del sistema immunitario sia cellulare che umorale. Sono caratterizzate dall’assenza o da un numero ridotto di linfociti T e da un numero ridotto, elevato o normale di linfociti B e di cellule natural killer. La maggior parte dei neonati sviluppa infezioni opportunistiche nei primi 3 mesi di vita che risultano fatali entro il primo anno qualora non trattate. Con linfopenie invece si intendono riduzioni non riconducibili a Scid dei linfociti nel sangue periferico, nello specifico per i casi esaminati di Cd3.

Analisi dei dati di due anni di screening combinato per Sma-Scid

Nel corso dello studio sono stati rilevati cinque profili patologici: 2 Sma, 1 Scid e anche 2 linfopenie Cd3 non Scid. A novembre 2021 è stato individuato il primo caso ligure di Sma: la neonata era compatibile con la forma di Sma di tipo 1 ed è stata presa in carico d’urgenza con terapia genica al 28esimo giorno di vita. Oggi la paziente, dopo due anni di terapia, cammina ed è in grado di svolgere tutte le attività quotidiane.

Nel 2022 è stato identificato un secondo profilo patologico di Sma, questa volta di tipo 0 e deceduto dopo pochi giorni dalla nascita (si tratta della forma più aggressiva di Sma: i pazienti già alla nascita presentano problemi alle articolazioni e un tono muscolare debole, che causa problemi anche alla respirazione. L’aspettativa di vita è molto bassa).

L’unico caso di Scid è stato individuato ad agosto 2023: la neonata presentava allo screening neonatale assenza di copie Trec e Krec; è stata ricoverata ad una sola settimana dalla nascita presso la Uoc Neonatologia dell’Istituto Gaslini, con supporto del team multidisciplinare di Immunologi-Trapiantologi e Neonatologi e prontamente riferita all’Ospedale San Raffaele di Milano per avvio di terapia genica.

Sono stati inoltre individuati due neonati con screening patologico e linfopenia non Scid. In un caso non è stata identificata alcuna anomalia genetica correlabile con il quadro, mentre per quanto riguarda il secondo profilo gli approfondimenti genetici hanno permesso di fare diagnosi di sindrome di DiGeorge ad una settimana circa dal richiamo allo screening. Entrambe le pazienti sono seguite in follow-up presso il Centro per le malattie Autoinfiammatorie e Immunodeficienze dell’Irccs Istituto G. Gaslini.

Lo screening delle due patologie è attuato utilizzando un test multiplex di nuova generazione che effettua l’analisi simultanea dei marcatori per Sma e Scid. Questa modalità è rapida e permette di avere, con un unico test di screening, risultati relativi ai biomarcatori che identificano entrambe le patologie.

L’equipe del Labsiem che si è occupata della parte analitica è composta dai ricercatori Michela Cassanello, Alessandro Salina, Concetta Aloi, Barbara Tappino e Monica Traverso.

Per entrambe le patologie oggetto dello studio lo screening neonatale, la conferma genetica, la presa in carico, il trattamento e il follow-up del paziente sono effettuati presso l’Irccs Gaslini, attraverso l’attività di un team multidisciplinare composto da medici delle Uosd Centro di Miologia Traslazionale e Sperimentale, Uoc Genetica Medica, Uoc Neurologia Pediatrica e Malattie Muscolari, Uosid Centro per le malattie Autoinfiammatorie e Immunodeficienze, Uosd Centro Trapianto Midollo Osseo e Uosd Psicologia. I referenti sono per il percorso di follow up Sma il professor Claudio Bruno, responsabile del Centro di Miologia Traslazionale e Sperimentale; mentre per il trattamento dei profili positivi a Scid il professor Stefano Volpi, pediatra del Centro malattie autoinfiammatorie e immunodeficienze, clinica pediatrica e reumatologia.

 

G. D.