Coronavirus Liguria, la situazione a ieri sera, le condizioni di medici e infermieri, le navi crociera nei porti, i cantieri in corso

Coronavirus Liguria, la situazione a ieri sera, le condizioni di medici e infermieri, le navi crociera nei porti, i cantieri in corso
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Toti: “Aumentati i tamponi. Curva epidemia stazionaria”

“Abbiamo 2544 casi in Liguria di cui 1152 ospedalizzati e 154 in terapia intensiva, al domicilio non guariti 873 persone, i clinicamente guariti con doppio test sono 23, i deceduti sono 280, 26 più di ieri. In terapia intensiva ci sono 154 persone e in sorveglianza attiva ci sono 2272 persone.

I numeri ci dicono che la proporzione dei tamponi arrivati rispetto al numero dei nuovi contagiati (236) è uguale a quella di ieri, segno che il rallentamento della salita della curva comunicata ieri sta continuando. La curva ha ridotto la sua pendenza anche se i contagiati aumentano”. Lo ha comunicato ieri sera il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti nel corso del consueto punto sull’epidemia da Coronavirus.

“Il numero dei domiciliati a casa cresce – ha detto Toti – segno che anche la collaborazione con la medicina territoriale comincia a funzionare, capisco che si lamenti da casa la distanza rispetto a tutte le risposte richieste, ma chiedo a tutti comprensione per un momento molto complesso e difficile in cui i sanitari si stanno spendendo in modo incredibile, se qualcuno riceve un’informazione in meno non è per cattiva volontà. Gli ospedalizzati crescono, ma le terapie intensive stanno tenendo, il flusso delle terapie intensive non è cresciuto di moltissimo, segno che si comincia a costruire un percorso virtuoso”.

Dispositivi di protezione individuale

“Sono arrivati oggi anche molti caschetti che abbiamo acquistato come Regione Liguria – ha continuato Toti – e sono in arrivo altri provenienti dalla protezione civile e cominciamo ad avere un’area di media intensità che sfiora l’alta intensità di cura. Quindi per il momento vi è ancora un piccolo polmone di sale di rianimazione: prima si parlava di 900 letti per i malati di Covid-19, oggi sono 1152 i letti a disposizione, grazie allo sforzo degli ospedali. Un dato molto positivo.

È arrivato anche un ordine importante dalla Protezione civile nazionale di mascherine Ffp2 e di tute, segno che la catena logistica del commissario Arcuri e di Borrelli sta iniziando a funzionare. E ieri le abbiamo distribuite anche alle Rsa, colpite da alcuni cluster importanti e le stiamo distribuendo anche alle Pubbliche Assistenze e ai farmacisti.

Il primo volo ligure di altro materiale arriverà sabato a Malpensa”. Il presidente ha ricordato che oggi si è svolto un incontro con il mondo del lavoro per poter distribuire mascherine anche a loro a partire da lunedì prossimo e garantire così la sicurezza anche nei cantieri.

Sanitari

Il numero dei contagiati è intorno al 9,4% su un totale di 1170 tamponi effettuati nell’area della città di Genova. Risultano 110 i positivi all’ospedale San Martino dove i sanitari contagiati si attestano sul 5,5% e al 10% circa nella Asl 4, nella ASL 5 e all’ospedale Galliera.

In particolare sono 317 i tamponi effettuati al Galliera e i positivi sono 44 pari al 13,8%, e 317 i tamponi effettuati all’ospedale San Martino e i sanitari positivi sono 17 pari al 5,3%, al Gaslini 157 tamponi effettuati e 4 i sanitari positivi pari al 2,5%. Sono ancora in corso al Galliera 214 tamponi e 140 al Gaslini.

Cantieri

Il presidente ieri ha sentito il Governo chiedendo informazioni su alcune categorie di aziende, come i cantieri pubblici, che sarebbero escluse dal lavoro ai sensi dell’ultimo dpcm e soprattutto chiedendo di porre rimedio a questo.

“Riteniamo – ha detto – che i cantieri sul dissesto e relativi ai lavori di protezione civile contro i flutti e le mareggiate debbano continuare; a questo proposito ho chiesto al Governo che richieda al prefetto di Genova di autorizzarli”.

“Cercheremo ogni strada per fare in modo che questo avvenga – ha detto Toti – e spero di avere l’appoggio dei sindacati che interloquiscono quotidianamente con noi, in modo da un lato che si garantisca la sicurezza in quei canteri e dall’altro che non si fermino opere che devono salvare vite umane. Pertanto oggi nei cantieri all’aperto dove si può continuare a lavorare si deve continuare a farlo. Chiedo che a questa mia richiesta si associno anche il mondo del lavoro e dell’impresa, sapendo che intorno a quei cantieri sono morte persone”.

“Ringrazio ancora i medici lo faccio sempre per il lavoro svolto – ha concluso – sono convinto che siano orgogliosi anche loro, anche se affaticati e in una situazione non facile, dello straordinario lavoro che la sanità sta svolgendo in queste settimane”.

Assessore Sanità Sonia Viale

Enti Gestori

“Anche oggi – ha comunicato Viale – abbiamo avuto un incontro con loro per raccogliere tutte le criticità e dare risposte. Gli enti gestori fanno parte a pieno titolo del sistema sanitario anche per le spese che devono sostenere e che saranno poste in una contabilità separata per essere messe nel costo complessivo dell’emergenza Covid-19”.

Test sierologici

Con il professor Icardi – ha detto Viale – abbiamo presentato il piano di test sierologici che verrà effettuato per il personale sanitario e per gli ospiti delle Rsa. Ieri abbiamo affrontato la presentazione del test ai medici e al personale sanitario del settore pubblico. Oggi abbiamo evidenziato la metodologia e ci presentiamo con una progettazione fattibile e concreta. I test possono essere fatti su un certo numero di persone, anche se il tampone rimane il test che ha l’ultima parola. Si tratta di una risposta auspicata da molti”.

L’assessore ha voluto ringraziare i capigruppo regionali sia di maggioranza che di opposizione per la collaborazione e per “il confronto avuto nel pomeriggio alla presenza del presidente Toti e dell’assessore Giampedrone da cui sono scaturite domande costruttive e articolate”. “Mi sono presa l’impegno – ha detto Viale – di convocare il 4 aprile una seduta della commissione sanità per poter diffusamente illustrare la situazione alla luce anche del quadro epidemiologico”.

Viale ha ricordato che l’arrivo di nuovi dispositivi di protezione individuale in misura dignitosa consentirà alla Regione non solo di distribuirli presso tutte le strutture sanitarie, ma anche ai titolari di farmacie a cui erano stati requisiti per far fronte all’emergenza. “Voglio ringraziare – ha detto l’assessore alla sanità – tutti i farmacisti che si stanno adoperando in questa emergenza e rientrano a pieno titolo nel sistema sanitario”.

Assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone

“Questa mattina – ha aggiunto l’assessore Giampedrone – i nostri ragazzi si sono recati nel Modenese a ritirare i caschetti per la respirazione da destinare all’ospedale San Martino. Si continua nell’opera di recupero del materiale per fornire il nostro sistema sanitario regionale. È previsto per sabato l’arrivo a Malpensa di un milione di mascherine chirurgiche”.

Giampedrone ha voluto ringraziare tutti coloro che sono stati impegnati nell’emergenza della Costa Luminosa attraccata a Savona. “In particolare vorrei ringraziare Costa Crociere che peraltro ha annunciato una ricca donazione di dpi per gli ospedali liguri, ma oltre a Costa anche la Capitaneria di Porto e il dipartimento nazionale per aver svuotato di fatto tutta la nave, a parte 100 persone del personale di bordo che rimarranno per la manutenzione. È stata un’operazione difficile che ci ha visto accompagnare a casa tutte le persone nelle loro nazioni di origine purtroppo tra i 10 ricoverati della nave si è registrato un decesso”.

“Domani – ha concluso Giampedrone – ci concentreremo sull’ arrivo di Msc Splendida nel porto di Genova e ci auguriamo che tutto proceda al meglio. Stiamo lavorando su alcune strutture, come la ex scuola delle telecomunicazioni dell’aviazione di Caperana a Chiavari che, grazie all’autorizzazione arrivata oggi dal capo dipartimento Borrelli, potremo attivare nelle prossime ore. Ulteriori strutture ricettive verranno attivate per dare una possibilità di alloggio al personale sanitario affinché possa dormire la notte non potendo tornare a casa perché lontana o perché non ci sono le condizioni di isolamento. Anche per queste strutture chiederemo l’autorizzazione al Dipartimento nazionale”.

 

G. D.