Emergenza Coronavirus Il prof. Matteo Bassetti spiega il… Modello Liguria

Emergenza Coronavirus Il prof. Matteo Bassetti spiega il… Modello Liguria
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Non c’è alcuna polemica nelle sue parole, solo la giusta chiarezza su alcune letture che forse non gli sono piaciute

<<Sono ormai cinque settimane che lottiamo contro il nemico invisibile – spiega il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino -. Siamo stanchi ma abbiamo ancora forze ed energie. Non finirò mai di ringraziare medici, infermieri, Oss, addetti alle pulizie e amministrativi, che insieme, come un’orchestra, stanno facendo un lavoro eccezionale qui al Policlinico San Martino e in tutta la Liguria>>.

Per qualcuno il lavoro in Liguria forse non è considerato per ciò che merita, e infatti Bassetti ne rivendica il “Modello”.

<<In questi giorni – dice – ho sentito portare ad esempio modelli di sanità di altre regioni. Il Modello Genova e della Liguria, che ha gestito in passato emergenze tristemente note, ha dimostrato nuovamente una coesione unica e ha soprattutto dimostrato di rispondere all’emergenza con un’efficienza composta. Senza panico, con i fatti. Da liguri noi siamo soliti fare, in sordina>>.

E non mancano i riferimenti a quanto finora lo staff ligure ha prodotto.

<<Stiamo gestendo l’emergenza con una interdisciplinarietà unica – afferma il professore – e abbiamo avuto la primogenitura su molti progetti, poi intrapresi da altre regioni: la sierologia per Covide-19 su operatori sanitari e ampie sacche di popolazione, i tamponi ai sintomatici, ai contatti e agli operatori sanitari, i protocolli per la gestione domiciliare, la collaborazione telefonica tra ospedale e territorio, la “nave ospedale”, il sistema di ricovero per livelli di gravità con separazione in diverse strutture, i modelli epidemiologici, la comunicazione via tablet pazienti-parenti e molto altro ancora>>.

<<Oggi i ricoveri iniziano a scendere – conclude soddisfatto Bassetti che lancia anche un monito ai cittadini -, crescono i guariti e questo ci dà un po’ di respiro, ma la partita è ancora lunga! Non si deve mollare la guardia e si deve stare diligentemente a casa>>.

 

G. D.

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