Covid e scuola. Tre riflessioni del prof. Bassetti: primo, con i sintomi si sta a casa…

Covid e scuola. Tre riflessioni del prof. Bassetti: primo, con i sintomi si sta a casa…
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Matteo Bassetti è direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino

<<Alcuni italiani (purtroppo molti) – spiega Bassetti – non hanno capito che se si hanno sintomi respiratori (tosse, febbre, naso che cola, malessere generale) bisogna stare a casa e non andare in giro o a lavorare.

E invece c’è qualcuno che con questi sintomi va addirittura a fare assistenza sanitaria, senza le adeguate protezioni, agli anziani o anche in ospedale (ho la prova di quello che dico da alcuni contagi avvenuti recentemente).

Questa dovrebbe essere la prima regola di convivenza civile al tempo della pandemia. E’ importante che ne sottolineiamo l’importanza, altrimenti qualcuno pensa che l’unica cosa importante sia la mascherina e con quella possiamo fare tutto.

Si ribadisce quindi importanza dello stare a casa quando qualcosa non va (sintomi simili alla influenza stagionale), della mascherina (quando serve), del distanziarsi dagli estranei e del lavarsi spesso e bene le mani.

La seconda osservazione è relativa alla quarantena.

La Francia – continua – ha approvato i 7 giorni. A questo punto anche noi dovremmo adeguarci, magari con una soluzione di compromesso: 10 giorni senza tampone oppure 7 giorni con tampone per poterla finire. Speriamo che il ministero cambi questa regola.

La terza osservazione è quella relativa alla necessità del doppio tampone negativo per poter essere “liberati” da una gabbia burocratico-sanitaria inutile. Le regole internazionali sono molto chiare. Basterebbe leggere i documenti Oms e Cdc. Anche qui dovremmo cambiare per evitare di continuare a “segregare” gente per periodi troppo lunghi e probabilmente inutili.

Occorre – conclude il virologo – ottimizzare le risorse tendendo alla semplificazione>>.

 

G. D.

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