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La Polizia di Stato arresta uno spacciatore a Cornigliano

La Polizia di Stato arresta uno spacciatore a Cornigliano
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In piazza Nicolò Montano il libico 38enne ha cercato di colpire gli agenti

 

Cornigliano arrestato spacciatore – Martedì 29 settembre all’1.30, la Polizia di Stato ha arrestato un libico di 38 anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e per resistenza a PU.

Gli agenti di una volante del Commissariato di Cornigliano, transitando in piazza Niccolò Montano, hanno notato il trentottenne, già noto agli operatori per precedenti episodi legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, agitarsi alla vista della pattuglia. Insospettiti dal suo comportamento, i poliziotti hanno deciso di sottoporlo a controllo.

L’uomo ha tentato di allontanarsi a passo svelto, ma è stato immediatamente bloccato. Durante le operazioni di identificazione si è mostrato particolarmente agitato, arrivando in più occasioni a tentare di colpire gli agenti con calci e pugni, senza tuttavia riuscirci.

Riportato alla calma, mentre stava per salire sull’auto di servizio, ha lanciato all’interno dell’abitacolo un involucro contenente circa 50 grammi di hashish.

L’uomo è stato quindi accompagnato in Questura per gli accertamenti e la redazione degli atti. Nel corso del controllo è stato trovato in possesso, oltre che della sostanza stupefacente recuperata nell’autovettura, anche di circa 700 euro in contanti, suddivisi in banconote di piccolo taglio.

Durante la permanenza negli uffici, il trentottenne ha continuato a mantenere un comportamento aggressivo e molesto nei confronti degli agenti, insultandoli e tentando nuovamente di colpirli con calci e pugni.

Inoltre, è emerso che l’uomo era destinatario di due atti da notificare: un avviso orale del Questore e un provvedimento della Prefettura di Genova relativo alla sospensione dei documenti, conseguente a una precedente sanzione amministrativa.

Pertanto, è stato arrestato e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria presso la Casa Circondariale di Marassi, in attesa dell’udienza di convalida.

Si precisa che, nel rigoroso rispetto della “Legge Cartabia” (D.Lgs. 188/2021) e del principio della presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’emissione di una sentenza definitiva.

 

G. D.

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