Arrestato per lesioni aggravate al fratello nel ponente savonese

Oltre a porto abusivo di una mannaia
Lesione aggravate al fratello – L’arrivo delle pattuglie dell’Arma ha consentito di rintracciare e bloccare l’aggressore subito dopo il fatto.
Durante la notte, i carabinieri della Stazione e l’autoradio della Sezione Radiomobile della Compagnia di Albenga hanno rintracciato in via Trieste e arrestato in flagranza di reato un marocchino ventunenne, indagato perché poco prima, in viale Pontelungo, avrebbe ferito il fratello al culmine di un litigio per futili motivi.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti operata dai militari, il giovane, irregolare sul territorio nazionale e gravato da precedenti di polizia, ha litigato col fratello più grande, al culmine del quale ha estratto una mannaia, del tipo di quelle usate dai macellai, che nascondeva sotto la camicia e lo ha colpito più volte agli arti inferiori e superiori.
La chiamata al Nue 112 da parte di alcuni cittadini presenti nel viale ha consentito a due pattuglie di intervenire immediatamente e di assistere al ferimento. Visti i carabinieri, l’aggressore si è dato alla fuga in direzione mare, prima attraverso il Centro Storico e poi percorrendo il Lungocenta, sempre inseguito a vista dai militari.
Raggiunto in via Trieste, il malvivente ha tentato di nascondere la mannaia lanciandola sotto un veicolo in sosta e poi, vistosi circondato dai carabinieri, si è arreso senza opporre resistenza.
Recuperato lo strumento da taglio, lo straniero è stato dichiarato in arresto ed accompagnato presso la caserma di piazza Caduti di Nassirya dove è stato trattenuto in attesa del rito direttissimo disposto dall’Autorità Giudiziaria.
<<L’Arma dei Carabinieri, che grazie all’incremento della proiezione esterna nel periodo estivo con pattuglie che vigilano sull’intero territorio provinciale, in particolare nelle zone più sensibili dal punto di vista dell’ordine e della sicurezza pubblica, rinnova l’invito alla cittadinanza a segnalare tempestivamente ogni episodio delittuoso e ringrazia quanti, con coraggio e senso civico, collaborano attivamente alla sicurezza della comunità – spiegano dal Comando>>.
Si precisa che, nel rigoroso rispetto della “Legge Cartabia” (D.Lgs. 188/2021) e del principio della presunzione di innocenza, gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino all’emissione di una sentenza definitiva.
G. D.
































