Coronavirus Toti nuova ordinanza sugli orti. Pensarci prima di fare il decreto noooooo

Coronavirus Toti nuova ordinanza sugli orti. Pensarci prima di fare il decreto noooooo
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“Sì a orti e coltivazioni ma solo in comuni di residenza o limitrofi”

“Pochi minuti fa ho firmato un’ordinanza che sostituisce il decreto firmato ieri. Abbiamo aggiunto alcune specifiche tecniche su alcuni punti, in particolare in relazione alle coltivazioni private di orti, poderi e piccoli allevamenti. Molti cittadini ci hanno chiesto cosa comportasse il decreto in termini di permessi: è stato quindi specificato nell’ordinanza che questa attività è consentita se il terreno si trova nel comune di residenza o al massimo attiguo o limitrofo e dev’essere quindi pertinenziale all’abitazione principale, non il giardino della seconda casa dove in questo momento è vietato recarsi”.

Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, illustrando l’ordinanza firmata oggi, che sostituisce il decreto emanato ieri, in relazione alla ripresa di alcune piccole attività in Liguria.

Vedi http://www.redazionenews.it/editoriale/2020/04/15/coronavirus-dalla-corsa-alloro-alla-corsa-allorto/

“Più la regione inizia a mettere in moto, gradualmente, quelle produzioni da cui dipende il benessere di molti cittadini – sottolinea il governatore – più occorre monitorare i comportamenti individuali con grandissimo scrupolo, perché altrimenti questi timidi esperimenti potrebbero diventare un boomerang in termini di contagi mentre io auspico che siano un inizio del volano della ripresa della Liguria, nel rispetto dei più stretti standard di sicurezza. In altre parole, il fatto che, d’accordo con le rappresentanze di alcuni settori, abbiamo deciso piccole aperture legate ai comparti edile, balneare o nautico, limitatamente in quest’ultimo caso alla consegna di natanti già costruiti, comporta – aggiunge Toti – che tutti dobbiamo avere un’attenzione ancora maggiore nell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e nel rispetto delle regole di igiene e distanza sociale”.

In particolare, nel testo, viene specificato che “sono autorizzati nell’ambito del Comune di residenza o immediatamente attiguo il taglio del bosco per legna da ardere, la coltivazione di piccoli appezzamenti (poderi, orti, vigneti) o la conduzione di piccoli allevamenti di animali da cortile finalizzati al sostentamento familiare da parte di agricoltori non professionali, purché svolte con modalità tali da evitare assembramenti di persone, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale”.

L’ordinanza del presidente Toti è stata quindi inviata alle Prefetture, i Comuni, alla Città Metropolitana, alle Province e ad Anci e rimarrà in vigore fino al 3 maggio prossimo (come il Dpcm nazionale).

 

Di fronte a questi provvedimenti resto perplesso. Con quello che hanno da fare perché tutto questo tempo perso, questa confusione nella confusione, perché illudere il recluso cittadino in una possibilità di fuga?

Ieri il decreto, oggi l’ordinanza che chiarisce. Ma possibile non si riesca a far uscire da subito un documento chiaro che non dia adito ad evadere fra le maglie del burocratichese?

E ciò vale per chiunque legiferi: al cittadino il solo arduo compito di districarsi fra le righe, spesso pagando pesanti sanzioni e anche esosi professionisti.

 

G. D.

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